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RICORDANDO LE CHIESE DI SAN SEVERO, SCRIGNI DI SPIRITUALITA’ E BELLEZZA

All’avvio delle festività natalizie ritorna particolarmente centrale il ruolo e la figura delle chiese, con la loro atmosfera liturgica, di accoglienza e i colori presepiali.
San Severo ne è ricca come sappiamo, templi antichi dove il medioevo si apre al gotico-romanico ed incontra il barocco e su cui svettano i campanili, icone della cittadina: ma proviamo a conoscerne alcuni cenni storici.
Di notevole valore civile, culturale e politico durante il medioevo, soprattutto grazie al ruolo delle istituzioni monastiche e abbaziali, raccoglievano le attività amministrative proprie dell’abbazia di Torrevecchia: benedettina e dedicata ai Santi Pietro e Severo, sorgeva già prima dell’XI secolo in agro di Torremaggiore. Del 1.116 infatti la concessione da parte dell’Abate Adenolfo dell’autonomia amministrativa, che diede vita all’Universitas Sancti Severi.
L’integrazione del potere civico con quello ecclesiale fu seguito dall’istituzione delle prime parrocchie: le chiese, luoghi di culto, diventano anche sedi di attività amministrative, sociali, sindacali e culturali.
Nel XIII secolo dalle parrocchie prendono corpo i Quartieri, che ne acquistano il nome, e ad ogni Quartiere-Parrocchia viene assegnato un Sindaco, in intesa con l’amministrazione centrale.
Anche l’aspetto sanitario coinvolge le quattro parrocchie, infatti sul finire del XVI secolo ad ognuna viene assegnato un medico condotto, che affianca e coadiuva l’operato del medico municipale.
Similmente si organizzano le confraternite – da cui prenderanno vita nel tempo i sindacati di categoria.
Le chiese non sono immuni dalle conseguenze dei terremoti, in particolare di quello del 1627, che danneggia e distrugge le antiche strutture. Rifatte tra il 1640 e il 1730, quindi in pieno periodo barocco – roccoccò, presentano memorabili monumenti ed opere in stile, come quelli che caratterizzano tra gli altri il Monastero dei Celestini, la Chiesa della Santissima Trinità, il Monastero delle Benedettine, la Chiesa di San Nicola, la Chiesa del Carmine, il Santuario della Beata Vergine del Soccorso, la Chiesa di San Giovanni Battista, la Chiesa di Cattedrale e la Chiesa di San Severino Abate: quest’ultima chiesa matrice di San Severo, nata sulla Via Sacra Longobardorum.
Scrigni di storia, spiritualità ed opere d’arte, le chiese tutte di San Severo costituiscono un mirabile patrimonio da custodire e rivivere, ancor più nel periodo natalizio, pur ricordandone il valore civico e amministrativo avuto nella storia e così traendone esempio di umanità e sviluppo sociale.
Un valore da difendere inoltre come fattore identitario, contro gli effetti destabilizzanti del processo di globalizzazione in atto.
Nazario Tartaglione

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