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RIDARE DIGNITA’ ALLA CITTA’ DI SAN SEVERO, MARTORIATA DALL’INFAMIA DEL MALCOSTUME.

ORA! LEGALE.

Gli episodi criminosi di questi giorni,stanno ulteriormente avvilendo l’immagine della nostra città.

A ciò si aggiunge l’annoso problema della mentalità gretta e provinciale di certa gente, a cui manca il senso civico, oppure ha una scarsa predisposizione al rispetto delle regole di civile convivenza.

Lo sosteniamo da tempo da queste pagine, San Severo non merita questa ignominia perché è composta in larga parte di eccellenze, con delle enormi potenzialità del tutto sopite invero.

Si pensi al commercio ed all’artigianato (San Severo era la città dei negozi e delle eccellenze tra le maestranze del legno e del vetro), che non riscuotono il credito dovuto a causa di episodi infimi come i furti di auto, le rapine e del malcostume diffuso.

Come si può accogliere compratori, turisti e viaggiatori se c’è il rischio per costoro di vedersi rubare l’auto?

E non è un bel vedere quello dei numerosi ciclomotori che girano senza targa e i cui conducenti spesso non indossano il casco e sfrecciano indisturbati tra la gente.

Per non parlare della sporcizia e dell’abbandono dei rifiuti.

E non è il caso di dilungarsi nell’elencazione delle storture che caratterizzano la nostra comunità.

È arrivato il momento di porre in essere un dibattito serio sulla necessità di ridare decoro e dignità alla nostra terra, poichè la popolazione ha il sacrosanto diritto di vivere in un contesto più tranquillo.

La politica per prima, da destra a sinistra, prenda posizione verso il fenomeno malavitoso ed il malcostume diffuso, mettendoci la faccia, scendendo in strada per sensibilizzare la popolazione ad un comportamento corretto e più civile, allo stesso modo in cui lo fece per cercare i propri consensi nel periodo elettorale.

Non basta convocare tavoli prefettizi o bearsi per la presenza della sezione anticrimine nel nostro territorio.

Occorre inoltre rimpinguare l’organico della polizia locale, affinchè possa realizzarsi il servizio di polizia di prossimità (il cosiddetto poliziotto di quartiere), caratterizzato dalla presenza capillare delle forze dell’ordine sul territorio.

Poi è necessario coinvolgere tutte le forze di polizia in un’azione congiunta, come accadde nello scorso mese di maggio, quando i numerosi presidi delle forze dell’ordine riuscivano appieno a rispondere alle esigenze dei cittadini (è emblematico l’episodio di un intervento in Piazza Incoronazione, nel quale diverse pattuglie della polizia in pochi minuti, hanno supportato una volante impegnata in un inseguimento).

Tali operazioni devono interessare ovviamente anche le semplici infrazioni, da quelle al codice della strada, all’abbandono dei rifiuti e in generale a tutti gli episodi di malaffare.

Ma anche la popolazione deve destarsi dal torpore della indifferenza verso l’illegalità, evitando di imitare i comportamenti indecorosi o di malcostumee con la presa di distanza e l’isolamento di coloro che deturpano il buon nome della nostra città.

Occorre il coraggio della denuncia di ogni più piccolo misfatto. Non è facile, ecco perché si tratta di coraggio.

Ma come diceva Libero Grassi “se tutti denunciassimo, la criminalità organizzata entrerebbe in crisi”.

A quel punto anche i cittadini sarebbero più rispettosi delle leggi e ne gioverebbe l’immagine della città.

LUIGI CENTUORI

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