Sport

RIFLESSIONI DI CULTURA SPORTIVA ATLETA OGM

di VANNI PELUSO CASSESE

Il doping del futuro, con ogni probabilità, non sarà più un problema esclusivamente chimico. Niente più farmaci, pozioni, intrugli. Il doping del futuro sembra voler percorrere strade ancora più frodanti, ponendo le basi del suo biasimevole esercizio sulla manipolazione del DNA. Infatti, lo scenario è di trovarci di fronte a terapie geniche che possano consentire di elaborare masse muscolari potenti. L’ingegneria genetica può osare di arricchire il DNA presente nelle cellule dei muscoli, così rinforzandoli. D’altronde, l’approfondita conoscenza che oggi si ha della mappa genetica umana consente, ad esempio, di avere certezza di quali siano i geni particolarmente deputati allo sviluppo della forza. Sappiamo che molta influenza sull’incremento di questa capacità deriva dal gene ACE. Quindi, ecco come potrebbe presentarsi l’adempimento di un protocollo per la creazione di un atleta geneticamente modificato. Dal DNA del donatore è individuato il gene con le informazioni per sviluppare i muscoli. Il DNA selezionato è inserito in un vettore, nient’altro che un virus privato delle sue capacità infettive. Esso, poi, è iniettato nell’organismo dell’atleta, così che il virus penetrando nelle cellule possa rilasciare il nuovo DNA. Questo, infine, unendosi al patrimonio genetico esistente inizia a modificarlo. Tale operazione, in effetti, non presenta grandi difficoltà, dal punto di vista operativo. La problematica, invece, che potrebbe derivarne è quella della sicura perdita dell’equilibrio naturale di regolazione, presente in ogni individuo, fra massa muscolare, potenzialità cardiache e capacità di resistenza di tendini, legamenti e ossa. Come potranno adeguarsi questi apparati organici a una muscolatura ipersviluppata? Già oggi giorno, nelle attività sportive, assistiamo a un eccezionale numero d’infortuni, ad esempio, del ginocchio. Questi, per la stragrande maggioranza, si verificano per uno squilibrio venutosi a creare tra l’eccessivo potenziamento della muscolatura, in questo caso dell’arto inferiore, rispetto a quelle che sono le capacità di sopportazione dei legamenti afferenti. Ma altri panorami si sono già aperti come la realizzazione di un muscolo artificiale in fibra di carbonio. Fibre resistentissime e spesse pochi milionesimi di mm. con proprietà di contrazione e distensione, ubbidendo a stimoli elettrici. O ancora interventi chirurgici tesi a modificare i punti d’inserzione dei fasci muscolari come spostare più all’interno quelli dei muscoli dorsali per eseguire perfettamente la FIGURA DEL CRISTO agli anelli, nella ginnastica attrezzistica. O anche sostituire parti ossee. Il sollevatore di pesi può aumentare la sua potenza con una rotula ingrossata. Non possiamo far altro che prendere coscienza che i progressi della scienza invadono proprio tutti i campi.

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