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RIFLESSIONI DI CULTURA SPORTIVA SPORT E NUTRIZIONE

di VANNI PELUSO CASSESE

Ai saltatori era riservata la carne di…capra. Ai corridori la carne di…toro. Ai lottatori e gladiatori la carne…del grasso maiale. Così, nell’antichità, venivano elaborati i principi della scienza della nutrizione. Certo che, oggigiorno, siamo ben lungi dall’interpretare la dieta dello sportivo con i canoni usati negli anni in cui lo sport cominciava a diventare fenomeno sociale. I primi atleti dei Giochi Olimpici, siamo nell’884 a. c., erano votati ad una dieta prevalentemente vegetariana, come scaturiva dagli insegnamenti di PITAGORA. Gli alimenti che componevano le razioni alimentari erano costituiti da cereali come gallette di frumento, e poi da formaggio, fichi secchi, miele e frutta cotta. Ma già si faceva strada la cultura dell’assunzione della carne, con IPPOCRATE, il quale suggeriva una dieta più varia. Questa dieta però, col passar del tempo, subì una distorsione interpretativa tale da condurre ad eccessi e smoderatezze alimentari. I primi medici sportivi, o per meglio dire, i primi medici ‘dello sportivo’ che la storia ricordi, CLAUDIO GALENO, medico della scuola dei gladiatori di Pergamo, e FILOSTRATO di Lemnos, autore di ‘Ginnastico’ unico antico trattato sull’agonistica e l’educazione fisica giunto fino a noi, dove descrive sia le gare olimpiche, la loro storia, sia le doti necessarie all’atleta e i sistemi utili per conservarle e accrescerle, raccomandavano di evitare gli eccessi alimentari e di convertirsi ad un’alimentazione semplice. Ciononostante, si continuava ad associare al particolare tipo di dieta il raggiungimento di elevate performance. La velocità degli Eruli, la forza degli Unni nel giavellotto, le prodezze nautiche dei Franchi venivano spiegate sulla base delle loro speciali abitudini alimentari. Vegetariani gli Eruli, prevalentemente carnivori gli Unni e i Franchi. Grazie all’assunzione, in un buon equilibrio, di carne e legumi si spiegava anche l’invincibilità dei lottatori bretoni di FRANCESCO I. Poi, un lungo periodo in cui più che con i giochi del corpo, è con i giochi dello spirito che la civiltà si confronta. L’attività sportiva resta solo un passatempo, ed allora si perde ogni traccia di dietetica applicata allo sport. Oggi possiamo dire che con lo stesso millenario giudizio valutiamo le prestazioni di USAIN BOLT e dei suoi connazionali giamaicani campioni dello sprint. Infatti, tra le altre ipotesi che vengono fatte per spiegare la particolare predisposizione alla velocità di questo popolo, vi è quella legata alle peculiari abitudini nutrizionali. Queste contemplano l’assunzione, in particolare, di banane verdi e patate dolci. Volendo, alla fine, dare qualche semplice suggerimento a chi fa sport è importante che lo stile alimentare risponda ad un duplice bisogno, quello energetico, necessario al mantenimento di un’elevata attività muscolare, e quello plastico, per la protezione e riparazione dei tessuti. Quindi, un adeguato apporto di zuccheri, grassi, proteine, minerali, vitamine ed acqua sono i nutrienti indispensabili alla pratica sportiva.

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