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RIFLESSIONI SULLA ROTAZIONE (VICINA E LONTANA) DEI DIRIGENTI COMUNALI

Caro Direttore, Le invio un mio pensiero in merito a ciò che, stando a numerose voci,bsta accadendo anche a SAN SEVERO. Oltre che nel più ristretto contesto locale, il dibattito sulla ROTAZIONE DEI DIRIGENTI è di tutta attualità anche nelle sedi delle istituzioni nazionali. Da pochi giorni il Presidente dell’ANUTEL (l’Associazione Nazionale degli Uffici Tributi degli Enti Locali), FRANCESCO TUCCIO, ha scritto al Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, RAFFAELE CANTONE, per richiamare l’attenzione su alcune fattispecie che stanno emergendo negli ENTI LOCALI, peraltro, con riflessi negativi sui bilanci degli stessi. Lo strumento della ROTAZIONE è previsto dal D.Lgs. 150/2009, come provvedimento la cui adozione è consigliata nei casi di dipendenti/dirigenti coinvolti in procedimenti penali o disciplinari per condotte di tipo corruttivo e dalla legge 190/2012, recante “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”, quale MISURA DI PREVENZIONE delle condotte di natura corruttiva dei dirigenti nei settori particolarmente esposti alla corruzione. La rotazione ha innegabili ripercussioni sui diritti dei lavoratori coinvolti, poichè si pone in conflitto con la continuità dell’azione amministrativa e con la valorizzazione della professionalità maturata in certi ambiti e materie specifici, quali quelli concernenti gli UFFICI FINANZIARI e gli UFFICI TRIBUTI. Ma essendo dettate con chiare finalità di prevenzione della corruzione, tali norme prevalgono in astratto sui diritti ed interessi citati, proprio perchè da parte del legislatore il bene tutelato (la prevenzione della corruzione) è ritenuto di rango superiore ai primi. Talvolta, tuttavia, tali norme sono purtroppo oggetto di applicazioni distorte e strumentalizzazioni a fini diversi che smentiscono nei fatti i principi di IMPARZIALITA’ e BUON ANDAMENTO della pubblica amministrazione.

In tale snaturata prospettiva si collocano provvedimenti adottati in nome di una non meglio precisata finalità di “ROTAZIONE”, disposta al fine di occultare pratiche (illecite?) volte al DEMANSIONAMENTO e al MOBBING nei confronti di un dirigente o FUNZIONARIO SCOMODO, per rimuoverlo dal proprio settore di appartenenza, all’interno del quale opera correttamente, ma trovandosi spesso IN CONFLITTO CON GLI AMMINISTRATORI. Secondo quanto sostenuto dal presidente dell’ANUTEL, i settori Tributi e Finanziario sono “sicuramente quelli maggiormente esposti ad attenzione, in quanto con le loro attività incidono sui contribuenti/elettori, oppure condizionano le scelte politiche, specie se impopolari”. Sulla questione, nel febbraio 2015, con la delibera n. 13 è già intervenuta l’ANAC, fornendo alcuni importanti orientamenti al riguardo, che, ci auguriamo vivamente,nsiano stati (e siano sempre) tenuti in debita considerazione dagli Amministratori, quale garanzia del corretto operato e del buon equilibrio tra l’autonomia di organizzazione dei propri uffici, la tutela del buon andamento, la continuità dell’azione amministrativa e la garanzia delle competenze professionali necessarie allo svolgimento di attività ad elevato contenuto tecnico. In tutti i casi in cui tali cautele siano assenti, in assenza di giuste motivazioni, si verifica che, con il PRETESTO di effettuare una riorganizzazione degli uffici, o attraverso la rotazione dei dirigenti, o ricorrendo ad entrambe le misure, l’organo politico RIMUOVE i dirigenti “scomodi”, lanciando un monito di OBBEDIENZA SUPINA a quelli meno coraggiosi. Nei casi più gravi, una condotta simile potrebbe celare persino pressioni e forzature proprio nella direzione dell’avallo di CONDOTTE E LOGICHE CORRUTTIVE, con evidenti effetti perversi rispetto alla dichiarata ratio legis. Siffatto abuso delle norme anticorruzione pone, dunque, un’evidente esigenza di revisionare e rimodulare la legge190/2012 citata, prevedendo, ad esempio, un apposito visto dell’ANAC, cui subordinare l’efficacia di simili provvedimenti.

Ringrazio la GAZZETTA per

l’ospitalità.
ELISA TESTA

RISPONDE LA “GAZZETTA”
Ciò che la nostra Lettrice evidenzia, sul piano generale, non è certo una novità. Fenomeni del genere esistono da sempre e dappertutto, solo che ora si esagera da parte di ‘dritti’ che, facultati dal legislatore nazionale che fa le leggi ad uso e consumo della politica, può terrorizzare i dipendenti più autorevoli per piegarli ai propri desideri amministrativi non sempre di ADAMANTINA RISPETTABILITA’. Ovviamente ci sono dirigenti e dirigenti e funzionari e funzionari. Il nostro consiglio è di fare sempre il proprio dovere e di CHIEDERE SEMPRE CHE ‘CERTI ORDINI’ VENGANO MESSI PER ISCRITTO, definendoli diversamente INACCETTABILI e IRRICEVIBILI. Questo può scoraggiare l’atteggiamento del politico particolarmente interessato a pratiche legalmente…STRANE! Se poi il MOBBING diventa in piena regola tale, il dipendente deciso ad essere sempre corretto ed onesto può studiare numerosi tipi di ‘lezioni’, salvo che non voglia ricorrere alla più comoda e…meno pericolosa fuga verso altri lidi, dove però l’andazzo, al giorno d’oggi, rimane più o meno praticato ma presente. Ognuno ascolti la propria coscienza e si regoli di conseguenza. Si può reagire in tanti modi, dai più blandi e accondiscendenti a quelli legalmente più terrificanti. L’importante, in assoluto, è NON FIRMARE MAI COSE CHE CONFLIGGONO CON LE LEGGI, al fine di non trovarai un domani a pagare per i ‘comodacci’ altrui. State certi che chi vi ha fatto SBAGLIARE, allora sicuramente sparirà e vi lascerà SOLO a sbrogliare una matassa magari PENALE. E’ un film già visto anche sugli schermi di queste contrade!
LA REDAZIONE

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