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RILANCIARE IL BLASONE SOCIALE E TERRITORIALE DI SAN SEVERO

L’Editoriale di DESIO CRISTALLI

Osservando oggi il tessuto sociale di San Severo non ci si può non rendere conto che ci sia bisogno assoluto di un rilancio in piena regola di una Città che procede come un’auto con parte del freno a mano tirato. Si fa fatica a riconoscere, in parole povere, quella Città che, per tanta parte del passato, è stata punto di riferimento di un vasto territorio dell’intero Alto Tavoliere e della parte più vicina del Gargano. E questo è vero, salvo per poche eccezioni, in ogni campo della vita collettiva di casa nostra: sociale, culturale, economico, associazionistico e così via. Un risveglio d’attività in senso totale non può che partire da un rilancio del ruolo politico-amministrativo di guida di un più vasto territorio geografico dell’Amministrazione Comunale, chiamata a trainare l’entusiasmo da tempo sopito dell’economia cittadina, partendo, come è stato detto tante volte, dal centro storico, dove faticano a concretizzarsi quelle buone intenzioni di rilancio delle quali si è dibattuto più volte di recente ma senza poi vedere risultati sul piano concreto. La fase della ‘sveglia collettiva’ necessita di un’ampia e solidale sinergia che veda protagonisti quanti riconoscono i nostri limiti attuali e vogliono impegnarsi direttamente per uscire dalla palude di immobilismo che ci attanaglia come comunità. E allora si pensi ad incontri pubblici allargati ad ogni ambito locale disposto a metterci la faccia e a mettersi in gioco. La nostra GAZZETTA, naturalmente, è disposta a svolgere un ruolo di cassa di risonanza di ogni iniziativa decisa da chi governa la Città, spingendo verso la rigenerazione di quell’entusiasmo territoriale che per tanti decenni ha contraddistinto un rapporto di più evidente solidarietà tra San Severo e le municipalità circonvicine che hanno sempre visto la Città dei Campanili, forse prima dello stesso capoluogo provinciale, come l’approdo naturale per escursioni familiari d’ogni genere (sanitarie, professionali, economiche, sportive e così via). Ci è sembrato giusto gettare questo sasso nell’acqua stagnante per smuoverla, nella speranza che venga eliminato il torpore sociale in atto con ogni mezzo possibile. Vediamo cosa succede e soprattutto se dal Palazzo più importante della Città viene qualche segnale alla popolazione nel senso richiesto da questa riflessione sociale a cuore aperto. Ne dubitiamo…ma vogliamo illuderci!

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