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Rinviata a giudizio una nota commercialista per irregolarità durante l’amministrazione giudiziaria aziendale

Si è tenuta lo scorso 19 luglio l’udienza preliminare del processo a carico della dott.ssa Jessica Coco, difesa dagli Avvocati Gianluca Ursitti e Marco Scillitani, posta agli arresti domiciliari il 31 marzo 2021 dalla Guardia di Finanza in esecuzione di un’ordinanza del G.I.P. del Tribunale di Foggia, Dott.Armando Dello Iacovo (il Tribunale del Riesame di Bari ha successivamente sostituito la misura col divieto di esercizio della professione per un anno).

La nota commercialista foggiana è accusata di false comunicazioni sociali, peculato e falsità ideologica in atti pubblici in riferimento all’attività di amministratrice giudiziaria della s.r.l. “Nuova Euro Meat”, società sottoposta a sequestro di prevenzione, poi revocato dalla Corte di Appello di Bari, fatti risalenti ai mesi di agosto e settembre 2019.

All’esito dell’udienza, il G.U.P. Dott. Antonio Sicuranza, in accoglimento della richiesta formulata dal P.M. Dott. Marco Gambardella e dall’Avv. Guido de Rossi, difensore della parte civile Giuseppe Addante, legale rappresentante della “Nuova Euro Meat” di San Severo, ha rinviato a giudizio la Coco dinanzi al Collegio presieduto dal Dott. Antonio Civita, fissando l’udienza del 9 novembre 2021.

Questo il commento dell’Avv. Guido de Rossi: “Ferma restando la presunzione di innocenza, credo di poter affermare che il quadro probatorio complessivo, frutto di un’attività di indagine particolarmente attenta e scrupolosa – e mi riferisco, in particolare,all’ampia documentazione acquisita dalla Guardia di Finanza, alle dichiarazioni delle persone informate sui fatti e al contenuto di una conversazione tra la Coco e un dipendente della EuroMeat -, non lascia spazio a dubbi in ordine alla sussistenza e alla gravità dei fatti ascritti all’imputata, e tanto anche in relazione al peculato relativo all’appropriazione di importi in denaro della società, che il G.I.P.ha ritenuto non adeguatamente provato, ma che trova preciso riscontro, come rileva puntualmente il P.M. nella richiesta di misura cautelare, in una serie indizi assolutamente univoci e convergenti, su tutti l’omessa segnalazione all’Autorità Giudiziaria da parte della dott.ssa Coco del relativo ammanco di cassa. Una vicenda complessa einquietante,che offre una volta di più l’immagine di una Giustizia fragile,  malata e sempre meno credibile.”

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