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S. SEVERO, IMPONENTE RISPOSTA DELLA SQUADRA DELLO STATO ALL’ILLEGALITÀ

L’Editoriale di DESIO CRISTALLI

Il fatto più importante di questi ultimi giorni è stata a San Severo la risposta imponente della locale Polizia di Stato — cioè COMMISSARIATO e SQUADRA MOBILE DELLA QUESTURA DI FOGGIA, con l’ausilio di ben 10 equipaggi del REPARTO PREVENZIONE CRIMINE “PUGLIA SETTENTRIONALE” e 20 unità del REPARTO MOBILE DI BARI — alle provocazioni illegali emerse con l’aggressione alla troupe di “Striscia la notizia” di pochi giorni prima. Era in pratica ciò che si aspettava l’opinione pubblica di casa nostra per ristabilire l’autorità dello Stato a livello locale. Una mobilitazione veramente imponente – allargata poi all’intera Capitanata con tutte le Forze dell’Ordine in campo – che ha ridato speranze di riscatto sociale alla comunità perbene e laboriosa di questa terra. Solo qualche settimana fa, parlando di questi argomenti legati a ordine e sicurezza territoriali, avevamo fatto cenno ad evidenti piani operativi delle Forze dell’Ordine di stanza a San Severo per ripulirla da droga, esplosivi, armi e munizioni. Lo dicevamo per certi chiari segnali nell’attuale azione di ‘nettezza sociale’ di tutte le Forze dell’Ordine (ivi compresa la Polizia Locale) sciorinata negli ultimi mesi, subito dopo gli omicidi ANASTASIO e BONAVENTURA. Naturalmente questi piani di pulizia dall’illegalità in generale hanno preso l’avvio anche a seguito delle forti proteste salite dalla comunità sanseverese, con in testa l’informazione e la politica territoriale. Di ciò hanno tenuto giustamente conto la Prefettura, la Questura ed i Comandi provinciali dell’Arma e della Guardia di Finanza, innescando tutte le operazioni di “alto impatto” di questi ultimi giorni. Una volta si sarebbe detto che si è trattato di una ‘stretta di freni’ per far capire a quanti delinquono da queste parti che lo Stato c’è e non ha nessuna intenzione di abbassare la guardia, alzando invece sempre di più l’asticella della sorveglianza minuziosa di un territorio tuttora ad alto rischio. Di tutto ciò prenda atto la nostra gente, chiamata, naturalmente, ad affiancare l’opera dei servitori dello Stato con la dovuta solidarietà e con tutta la collaborazione possibile. Solo così, prima o poi, si verrà a capo di una situazione sociale che espone ancora sacche di evidente criminalità e di palese ribellione alle regole della civile convivenza. La nostra gente non gradisce assolutamente…e le <<sue>> Forze dell’Ordine neppure!

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