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SALVATORE VILLANI RICORDA DOMENICO CORIGLIANO, IL COMPOSITORE DI RIGNANO GARGANICO AFFERMATO IN ITALIA ED EUROPA

Il legame tra un artista e la propria terra si testimonia in diversi modi, anche ricordando i personaggi celebri che le appartengono. E così che il musicista ed etnomusicologo Salvatore Villani ricorda Domenico Corigliano, compositore nato a Rignano Garganico, vissuto a cavallo tra XVIII e XIX secolo ed affermato in Italia ed Europa.
A lui l’etnomusicologo dedica l’album DOMENICO CORIGLIANO (1771-1838) Cantatine, Ariette, Duetti, che propone alcune tra le più apprezzate composizioni del musicista.
Realizzato da Villani con il sostegno di Centro Studi Tradizioni Pugliesi e della Regione Puglia, il progetto gode di illustri partner e patrocini, e vede la partecipazione accanto al curatore dei Maestri Paola Quagliata, Antonello Cannavale, Matteo Fania, Victor Manuel Pérez Dìaz, Francesco Colucci, Giuseppe Fanelli.
Di famiglia nobile, dopo l’infanzia trascorsa con tutta probabilità nella città natia, ad 11 anni Corigliano si sposta a Napoli per studiare presso il Collegio dei Nobili – qui riceverà anche la sua prima formazione musicale, che svilupperà nel tempo studiando le tecniche compositive delle opere dei più importanti maestri napoletani del Settecento – sarà proprio Napoli la città in cui dimostrerà le sue qualità e che concorrerà alla sua affermazione.
Inizia così a comporre sonate ed arie da camera, riscuotendo vasto successo nei salotti napoletani dell’epoca – si distinguerà la romanza “La rosa”.
Del 1811-1813 quindici cantatine composte per soprano e pianoforte su testi del Metastasio, pubblicate nella COLLEZIONE COMPLETA / QUINDICI CANTATINE PER SOPRANO.
Nel 1815, col ripristinato governo dei Borbone, Corigliano viene eletto membro della Real Deputazione dei Teatri e degli Spettacoli, importante carica che detiene per cinque anni, entrano in contatto molto presumibilmente con i più celebri compositori dell’epoca, come Mayr, Mercadante, Rossini, Doninzetti, e realizzando riduzioni di importanti opere rappresentate a Napoli.
Gli anni della maturità artistica del compositore garganico portano alle composizioni: “L’Isola disabitata” su testo di Metastasio; Dodici ariette per soprano e pianoforte e Dodici Duettini per soprano, tenore e pianoforte, pubblicate nel 1817 a Parigi, presso Carlì; La Lira Sentimentale, collezione di 36 ariette scelte, per soprano e pianoforte, pubblicata a Napoli per Girard tra il 1817 e il 1827.
Il tema amoroso prevale e molte opere sono dedicate alle nobildonne dell’epoca, come ad amici e compositori.
Tra il 1824 e il 1825 sue composizioni sono pubblicate accanto a quelle di Rossini, Donizetti, Crescentini, Pacini ed altri, nei “Passatempi musicali”.
Nello stesso periodo diviene socio onorario dell’unione Filarmica di Bergamo e corrispondente all’Accademia Filarmonica di Palermo. Nel 1827 diviene governatore del conservatorio San Pietro a Majella, salvo dimettersi poco dopo.
Intanto la sua fama cresce e Corigliano viene citato da alcune tra le più importanti riviste musicali europee.
Del 1832 la pubblicazione de “Un abecedario amoroso”, e dell’anno successivo l’incontro con il celebre musicista Aiblinger, interessato alle sue composizioni.
Gli anni che seguiranno saranno difficili, visto l’affacciarsi di una malattia che stenterà a curare, condizione che però non minerà la sua attività creativa; si intensificherà anche l’intesa con Donizetti.
Da ricordare il suo legame di famiglia con la città di Lucera.
Domenico Corigliano muore a Napoli il 22 febbraio 1838. Lascerà per testamento ai monaci benedettini dell’Abazia di Montecassino tutte le sue opere, circa 722: sarà ricordato dai religiosi con una lapide ed epigrafe dedicata.
Il cd con libretto, DOMENICO CORIGLIANO (1771-1838) Cantatine, Ariette, Duetti è presente su tutte le piattaforme digitali. Per info e approfondimenti visitare la pagina Facebook di Salvatore Villani https://www.facebook.com/salvatore.villani.14
Segue biografia del curatore
Salvatore Villani, di Rignano Garganico (Foggia), è organizzatore di cultura, compositore, cantante, direttore d’orchestra, musicologo, etnomusicologo, etnocoreologo e regista. Si è formato come musicista classico e cantante d’opera, studiando canto con Gianni Raimondi e Paride Venturi alla Scuola del Teatro Comunale di Bologna e chitarra classica con i maestri Semola e Zanetti presso l’Accademia Musicale dei Floridi Bologna. Si è diplomato in canto al Conservatorio ‘Bruno Maderna’ di Cesena. Allievo e assistente di Roberto Leydi, presso la cattedra di Etnomusicologia dell’Università di Bologna, conduce studi sull’espressività tradizionale in Italia e all’estero. Ha pubblicato soprattutto in Francia e in Italia. Da oltre trent’anni è impegnato nella ricerca sulla vita e le musiche di Domenico Corigliano di Rignano Garganico, pubblicando le prime ‘Quindici Cantatine per Soprano e Pianoforte’ e un CD-Book di ‘Cantatine, Ariette, Duetti’. Dirige il Centro Studi di Tradizioni Popolari del Gargano e della Capitanata e il Centro Studi Tradizioni Pugliesi.
Ha tenuto corsi, conferenze e concerti presso Università e Istituzioni italiane e straniere: Italia, Università di Foggia e Lecce; Stati Uniti, Chapell Hill University e Duke University (North Carolina), Saint Francis University e Siton Hill University (Pensylvannia); Spagna, Università di Valladolid, Centro Cultural Hortaleza di Madrid;
Messico, Centro Cultural de Los Altos, San Cristobal de Las Casas (Chiapas).
Promuove festival e concerti di musicisti tradizionali e pubblica la sue ricerche, che si concentrano in particolare modo sulla chitarra battente e sulla tarantella nei diversi stili regionali pugliesi, con case editrici importanti italiane e straniere. Attualmente, sta conducendo una ricerca in Messico, dove sta indagando, in particolar modo, le convergenze tra gli stili musicali della chitarra battente della Puglia con quelli della chitarra indigena del Chiapas.
Ha scritto diversi spettacoli, dove unisce la recitazione, proiezioni multimediali e musica, tra cui sono da ricordare ‘Mariteme sta all’America e non me scrive’ (Tarantella Fest e Festambiente Sud), Stupor Mundi (Festival Suoni dal Mediterraneo–Castel del Monte–Andria), ‘La vera storia di Bella Ciao’ (Ottobre Piovono Libri–Ministero dei Beni Culturali), “Vociantaure”, “L’anima del Gargano” e “Matre del Creator” per il Carpino Folk Festival. È stato maestro concertatore dell’Orchestra Etnica del Gargano e attualmente fa parte dell’Orchestra dei Braccianti, che ha sede in Roma.
Il suo CDBook “Vecchio Stile. La Pizzica-pizzica dal Gargano al Salento”, CDBOOK BN 460, Udine, NOTA, 2017, ora in ristampa, con la premessa di Roberto De Simone, la presentazione di Giovanna Marini e la postfazione di Gino Annolfi, ha avuto un ampio successo di pubblico e di critica, recensito da:
Giornale della Musica: http://www.giornaledellamusica.it/dischi/il-vecchio-stile-di-salvatore-villani;
Blogfoolk: http://www.blogfoolk.com/2017/12/salvatore-villani-vecchio-stile-nota.html;
La Repubblica: http://lnx.vincenzosantoro.it/2017/10/31/folk-e-tradizione-cosi-la-puglia-scopre-le-sueradici/;
Alias del Manifesto; Teleradioerre: http://www.teleradioerre.it/rignano/108587/Vecchio-Stile-Salvatore-
Villani-unisce-Salento-e-Gargano-con-i-suoi-canti; e altre testate locali, regionali e nazionali.
Ha suonato nei più importanti festival di musica popolare italiana: La notte della Taranta di Melpignano, Carpino Folk Festival, Festival dei Popoli di Firenze, Villa Ada a Roma, Festival d’Oltremare di Napoli, Festival Suoni dal Mondo di Bologna, etc.
Il suo film ‘Mesciu Gigi’, sulla figura di Luigi Stifani di Nardò, violinista, ultimo terapeuta del tarantismo, ha ottenuto un discreto successo di critica e il premio Luigi Stifani.
La canzone “Amico Giorgio – Tombeau pour Giorgio Ruberto di Chieuti –”, di cui ha scritto il testo e la musica, è contenuta nel CD “Vecchio Stile. La Pizzica-pizzica dal Gargano al Salento”, ed è possibile ascoltarla sul canale
Profilo FB: https://www.facebook.com/salvatore.villani.14

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