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San Menaio: Michele Checola ha lanciato la crociata per pulire la spiaggia dalle “reste”, dalle retine dei mitili allevati negli impianti.

Michele Checola, da 50 anni frequentatore di San Menaio, ha lanciato la crociata per pulire la spiaggia dalle “reste”, dalle retine dei mitili allevati negli impianti.

Michele Checola è un docente di San Severo che, da 10 lustri, trascorre l’estate a San Menaio. Un luogo a lui caro, che ama, più di chi c’è nato visto che, volontariamente, cerca di ripulirlo, da solo. Quest’anno le “reste”, le retine usate negli impianti di mitilicoltura in mare aperto, sembrano aumentate, rispetto all’anno scorso, lungo il tratto di costa che lega Rodi Garganico, a San Menaio, la “marina” di Vico del Gargano. “Stamattina prima di fare doccia e colazione sono tornato per la terza volta al solito posto, alle porte di San Menaio e ho continuato a raccogliere retine. È il terzo bustone che riempio e ancora tanti ne riempirò. Ci sono ancora tante retine in questo tratto di spiaggia e io non mi fermerò fino a quando non le avrò raccolte tutte. Ce la farò a liberare la costa da queste maledettissime retine!”, ha esordito Michele Checola, entrando nello specifico: “Mi piace passeggiare sulla spiaggia e percorro tutto il tratto che collega San Menaio a Rodi e, allo stesso modo, vedendo la quantità enorme di retine sull’arenile, ho iniziato a raccoglierle. Normalmente, negli anni, ho notato che compaiono dopo le mareggiate. In realtà, alla fine, mi sono pure imbattuto in situazioni, legittime, legate alle competenze territoriali di quel tratto di spiaggia che ricade tra i comuni di Vico e di Rodi. Diciamo che, alla fine, tutte le retine e i rifiuti si accumulano, e restano, sulle spiagge pubbliche, dove non ci sono i lidi. Anche gli altri rifiuti, ad esempio, vengono raccolti dai volontari dell’associazione ‘Giacche verdi’ di Vico del Gargano. La situazione è simile anche verso Canella, partendo sempre da San Menaio”. Michele Checola, che ha creato anche un gruppo social, dove mette le foto dei rifiuti rinvenuti lungo la spiaggia o in quei tunnel che dovrebbero servire a far confluire al mare, le acque piovane/sorgive che scendono dalla collina. “Sulla questione dei rifiuti abbandonati, in primis, la colpa è nostra, delle persone, che incuranti del bene pubblico, della natura, lasciano l’immondizia ovunque – ha ripreso il prof. Checola – Tutti dovremmo fare qualcosa. Basta anche un piccolo gesto, come cittadini, e le istituzioni devono prendersi le responsabilità e fare ciò è di propria competenza. Non è una cosa scontata ma bisogna cercare, almeno, di non sporcare”. È evidente che Michele Checola, pur facendo da solo, con impegno, con senso civico, la raccolta delle “reste” delle retine usate in mitilicoltura negli impianti (ce ne sono diversi sul Gargano: Manfredonia, Mattinata, Capoiale, Torre Mileto, Foce Varano, ecc.) costieri, sta cercando qualcuno che non gli diano solo una mano ma che continui nell’opera di sensibilizzazione verso il problema. Ci sono in tanti che parlano, protestano sotto l’ombrellone, ma poi non muovono un dito per la collettività. Ma come dice Michele Checola: “Se non sporcano, già ci aiutano”. Per raggiungere lo scopo ha creato anche delle pagine social, si diceva: “Il gabbiano di San Menaio’ è una pagina che mi ha evocato l’immagine di quest’uccello marino, sempre presente durante le mie passeggiate/raccolta di retine. Ce ne sono tanti e si fanno quasi toccare. Mentre, ‘I gabbiani di San Menaio’, invece, pur non cambiando lo scopo chissà, nel tempo, potrebbero richiamare il movimento de ‘Le sardine’. Solo che ‘I gabbiani del Gargano’ dovrebbero impegnarsi esclusivamente per il Promontorio. Per questo, alla fine, anziché farmi i complimenti per quello che sto facendo, sempre ben accetti, spero che le persone imitino la mia azione e contribuiscano a pulire la spiaggia dalle retine”. Un invito ai frequentatori della bella spiaggia di San Menaio baricentro tra Canella e Rodi, a ripulirla dalle “reste” e un messaggio alle istituzioni che hanno la competenza sul quel litorale, a raccogliere i rifiuti e a controllare/sanzionare chi la violenta con l’abbandono consapevole dei rifiuti in spiaggia e in mare.
Beniamino PASCALE

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