ComunicatiPrima pagina

San Severo: anime in scena: il teatro che diventa cura al Centro Diurno Asclepio

In cielo in una stanza (Centro Diurno Asclepio: dott.ssa Responsabile Cilli Chiara)

Le anime sono destinate ad incontrarsi prima o poi…

Anime che cercano la luce, l’amore, la pace, la libertà…Sembrano parole lanciate così, a caso, forse per colpire l’immaginario collettivo, ma che invece, talvolta, si tramutano in realtà.

Il 22 dicembre u.s., questa realtà ho avuto la fortuna di incontrare e scoprire presso l’ICS Sacramentine di San Severo, dove si è svolto lo spettacolo teatrale “In cielo in una stanza“, promosso dal Centro Diurno Psichiatrico Asclepio, afferente a Metropolis Group, realtà che opera da tempo nel settore sociale pugliese.

Lo spettacolo ha coinvolto gli utenti del Centro Diurno Asclepio, assieme alla Casa per la Vita Don Aldo Prato e alle comunità Alloggio Don Aldo e Alda Merini.

Tutte queste Istituzioni danno vita a un percorso condiviso che mette al centro la persona, le sue emozioni, le sue potenzialità espressive, e si avvalgono del coinvolgimento  del Centro di Salute Mentale di San Severo.

Le finalità riabilitative di questi Centri, sono volte a promuovere percorsi per il recupero e il potenziamento delle abilità personali, relazionali e sociali, delle persone con disagio psichico, attraverso attività come il Teatro e la scrittura, che favoriscono l’autonomia, l’autostima e l’espressione emotiva.

Lo spettacolo teatrale del 22 dicembre, ha dato vita a storie, vissuti, emozioni, balli, abbracci, poesie, che hanno generato ascolto e sostegno nel pubblico presente, e dove il gruppo delle persone del Centro è diventato elemento centrale del processo riabilitativo.

Il Teatro ha dato così una voce potente alla capacità di unire tanti corpi, tante anime, verso un anelito di pace e libertà, di inclusione.

Questi ragazzi, ragazzi nel cuore anche chi da molto ha superato gli anni della giovinezza, hanno ballato, si sono abbracciati, hanno alzato le mani al cielo, mani protese forse in preghiera, o a chiedere aiuto, o a gioire, o solo per lanciare in aria le loro sofferenze.

Senza parole, hanno fatto parlare la musica; loro che vengono dal buio del dolore hanno cercato la luce ; dal loro cuore sono sgorgati i versi delle loro poesie, che hanno recitato per mostrare ferite che anelano all’amore, alla pace, alla libertà…

Ho visto qualcuno piangere, tutti abbiamo applaudito con calore, mentre loro salivano al cielo, innalzandosi dal piccolo palco dell’Istituto delle Suore Sacramentine.

Le anime sono destinate ad incontrarsi prima o poi: la mia ha incontrato quelle di questi ragazzi quando hanno lanciato, sussurrando o gridando, la loro voglia di andare a cercare cime più alte, perché da lì avrebbero potuto vedere altro, altro dal percorso che ha segnato gravemente la loro strada…

Grazia recita i suoi versi dolorosi ma pieni di speranza:

…mi hai donato la vita/ e cerco di viverla…/mi resta solo la speranza che tu/ non mi lascerai vagare sempre/ nei miei pensieri atroci…/ pensieri atroci, ma…/ sguardi intensi/ abbracci amorevoli/ lunghi e profondi baci/ la passione che ti travolge e che spera/ che non finisca mai…/tutto questo è meraviglioso…

Giovanna, la ragazza alla ricerca di un eroe, forse sé stessa, che la protegga dalle paure, dalle difficoltà, dalle bisce che strisciano nella sua testa:

Lei era un eroe, /un eroe da stimare, da amare,/…un eroe forte, invincibile,/ senza paura./ Lei però non era un eroe,/ era una ragazza come tante,/ una ragazza davvero birbante…/ Ma se non era un eroe/ perché io ne avevo bisogno?/ Lei mi proteggeva da ciò che avevo intorno…/

Ancora Giovanna: …intendeva dire morte/ non risveglio,/ intendeva dire piangi,/ma non gridare,/ intendeva dire muori/ ma più mai dolori…

E’ tutto nella testa: versi che raccontano fragilità, desideri, speranze…Sguardi diretti sul valore umano e terapeutico dell’esperienza.

Poesie, balli, abbracci, che hanno uniti gli utenti del Centro al pubblico che calorosamente ha applaudito questo spettacolo, del quale si sono occupate l’insegnante di Teatro Tonia D’Angelo e l’insegnante di danza Maria Palma.

“ In cielo in una stanza “, oltre che evento culturale, ha rappresentato l’esempio concreto di come l’arte possa diventare strumento di riabilitazione e inclusione, e visione ampia e strutturata di intervento sociale, promossa dalla Metropolis Group.

Dice ancora Giovanna: l’Arte, che dire?/ E’ libertà,/ è sogno, è amore…/ Basta un pennello, una matita,/ la fantasia/ che nessuno dovrà mai e poi mai/ portarti via…/ …Un disegno, una poesia,/  l’incalzare di un suono…/ Solo una cosa è certa,/ il suo essere dono.

Il 22 dicembre ho incontrato anime che non conoscevo, stormo di colombi che prendevano il volo, un volo che è salito e si è allontanato nel cielo.

“ In cielo in una stanza “…La stanza delle menti ferite, ma che tendono alle stelle.

Luigi  Sales ‘43

Altri articoli

Pulsante per tornare all'inizio