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SAN SEVERO – ARTISTI ED ARTE TERAPIA, L’UMANITA’ DELLA CREATIVITA’ E DELLA BELLEZZA

L’artista locale dovrebbe essere consapevole del valore umano, di pacificazione, spirituale e terapeutico che ogni arte porta in sé” ricorda l’undicesimo punto del MANIFESTO DELL’ARTISTA LOCALE proposto dalla Piccola Antologia Dauna, che sposta ancora un volta il baricentro del ruolo degli artisti locali verso l’utilità sociale e nuove forme di professione.
Infatti per le arti sempre più riconosciuto è il valore terapeutico, tanto da maturare in arte-terapia, dove tra le diverse discipline si è maggiormente distinta la musicoterapia, che utilizza la musica o il suono come strumento di comunicazione non-verbale. Questo permette un approccio diverso alla persona e interagisce a livello riabilitativo o terapeutico, oltre che didattico.
Una disciplina che come tutte le innovazioni ha sofferto di detrazioni e pregiudizi, soprattutto all’inizio, ma che sempre più nei decenni ha visto crescere intorno a sè considerazione e apprezzamento, stando ai concreti risultati ottenuti e ai benefici procurati.
Grazie a suono, ritmo, melodia e armonia, la musicoterapia interviene sulla comunicazione e quindi sulla relazione, sostenendo l’apprendimento, l’espressione e altre attività centrali per l’obiettivo terapeutico fisico, emozionale, mentale, sociale e cognitivo.
Fondamentale la qualifica di musicoterapeuta e la relativa figura professionale, come stabilito dalla World Federation of Music Therapy (Federazione Mondiale di Musicoterapia), sin dal 1996, distinguendo 5 modelli: BENENZON – LA MUSICOTERAPIA CREATIVA – LA MUSICOTERAPIA ANALITICA ORIENTATA – LA BMT, MUSICOTERAPIA COMPORTAMENTALE – IL METODO GIM.
A San Severo ricordiamo in particolare l’attività del M° Paolo Curatolo, con il metodo della Panca di Risonanza, esercitato presso l’associazione Il Centro del Sorriso.
Ma insieme alla musica non manca il contributo delle diverse discipline all’arte-terapia, come la pittura e il disegno, da sempre mezzi di analisi psicologica. Questi permettono di esprimere sentimenti e pensieri, scoprire o sviluppare il contatto con le emozioni attraverso la forma e il colore – sostenendo anche un miglioramento motorio stando ai movimenti necessari alla sua esecuzione.
In arte-terapia si articola su tre significati: quello ludico, adatto alla creazione, il narrativo, utile per raccontare sé stessi, e il conoscitivo, per indagare sé stessi e l’ambiente circostante, ponendosi e rispondendo a delle domande.
Riconosciuto è il suo valore proiettivo, capace di rendere visibili, e così tangibili, eventuali conflitti interiori, che saranno focalizzati ed affrontati con maggiore consapevolezza.
Tra le discipline dell’arte-terapia particolarmente attiva la teatroterapia. Anche questa permette di conoscere aspetti di sé nascosti, inconsci, a prescindere dall’età, accrescendo consapevolezza e sviluppo personale.
Al centro di alcuni percorsi della teatroterapia la tecnica del “Gioco delle parti”, con la creazione e interpretazione di ruoli che divengono così specchi dell’interiorità, potenti mezzi rivelatori e quindi propedeutici a percorsi di guarigione – per superare periodi di disagio, sviluppare risorse interiori e aprire a nuove possibilità di cambiamento.
Da auspicare una crescente intesa tra il tessuto degli artisti locali e gli arte-terapeuti, al fine di fondere conoscenza ed esperienza, di formare professionisti e preparare ad un ruolo carico di umanità e bellezza.
Nazario Tartaglione

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