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San Severo: c’è smarrimento e rassegnazione, occorre “bonificare la nostra società”

Le notti sanseveresi ci ricordano e ci ammoniscono sulla situazione reale in cui versa la città con una delinquenza tracotante e opprimente: i ladri si sono ripresentati presso lo stesso bar-tabacchi con le identiche modalità del colpo precedente: un mezzo usato come testa d’ariete e serranda sfondata per introdursi nell’attività commerciale e portare via la merce. È un banale dettaglio se questa volta il tentativo è andato a vuoto per l’arrivo della vigilanza. Ma sempre a San Severo viene trovata una blindatissima centrale dello spaccio in quartiere periferico della città che in un recente passato aveva registrato un fenomeno analogo. Che San Severo sia una centrale di consumo e smistamento della droga è una triste realtà da lunghi decenni.
La delinquenza cittadina pare prendersi gioco dei trionfali annunci circa la costruzione della ‘CITTADELLA della POLIZIA’ in via Terranova. Basti pensare ai recenti atti intimidatori di cui sono stati fatti oggetto importanti snodi amministrativi e cariche pubbliche della città.
A costo di sembrare ripetitivi corre l’obbligo ricordare che da ogni settore sano della comunità locale cresce il desiderio di ‘legalità e sicurezza’ e la forte richiesta alle Autorità di Polizia ed alla Magistratura di intensificare i controlli, incrementare gli interventi di contrasto alla criminalità con tutti gli strumenti che la legge mette a disposizione. Forse un aumento degli organici delle Forze dell’Ordine e la nascita di un nuovo Presidio Giudiziario si pongono come necessità oramai irrinunciabile che segnaliamo a tutte le forze politiche e ai parlamentari del nostro territorio.
Ma sarebbe miope pensare che la pur corretta leva repressiva possa da sola risollevare la città dall’incubo in cui è calata: occorre mobilitare le coscienze, promuovere la legalità nella società e tra i giovani, mobilitare scuole, parrocchie, associazioni, per sostenere e attivare interventi di lungo respiro, positivamente orientati alla riscoperta delle tante risorse economiche, artistiche, culturali e morali di cui pure la città dispone e che a volte risultano ammutolite per lo sconforto che i tanti episodi malavitosi generano nelle persone più sensibili.
Ma è la stagnazione economica che desta le maggiori preoccupazioni nelle forze sociali. La pandemia ha accresciuto un senso di insicurezza in tanti settori (commercio, ristorazione, agricoltura, ecc.) che la emorragia di giovani laureati e diplomati in cerca di occupazione non fa che accrescere e acuire. Non è più rinviabile un esame severo delle tante opere da avviare (infrastrutturazione, economia green, investimenti sull’ambiente e la riconversione digitale, ecc.) per ridare ossigeno e prospettive ad una intera comunità. Sarebbe delittuoso consentire agli interventi del RECOVERY FUND di finire nelle mani della delinquenza, come da tanti osservatori si segnala da tempo. Occorre bonificare la nostra società ‘qui ed ora’ e necessita il contributo di tutti: Forze dell’Ordine, Magistratura, Politica, Scuole, Associazioni, Presidi Culturali e Sociali e persino singole/i cittadine/i di buona volontà. Infine, promuovere Cultura, Sport, Attività Sociali e di Comunità per ‘integrare e condividere’ è una responsabilità che compete a tutte/i e forse è il sicuro antidoto contro lo smarrimento e la rassegnazione.

– San Severo, 09 marzo 2021 –

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