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SAN SEVERO: CERCASI LA SPERANZA PER NON FARMI DIRE ” MA IO COSA CI FACCIO QUI? “

8 Kilometri e un sabato sera per farmi dire “ MA IO COSA CI FACCIO QUI ?”

“Mi sono stabilito a San Severo nel 1995 per opportunità logistiche legate al lavoro.
Erano da qualche mese terminate le elezioni comunali e si era insediata la prima giunta del sindaco Giuliani.
Arrivavo in questo paese un po’ scettico perché qualcuno non me ne aveva parlato molto bene.
Ma dovetti ricredermi, forse per merito del nuovo Sindaco? Fatto sta che vedevo fare del lavori per migliorare una città già bella per il suo patrimonio artistico. Strade pulite, vigili ad ogni semaforo, davanti alla stazione a dare indicazioni a chi sbarcava con i treni di ogni categoria e per ogni destinazione. Gente laboriosa, artigiani professionali e commercianti gentilissimi. Insomma una città che dava speranza e prospettiva futura. Avevo fatto un’ottima scelta. Poi piano piano le cose iniziarono a peggiorare. Tanti treni non fermavano più , pochi vigili, qualche negozio iniziava a chiudere. Si paventava la chiusura della stazione, e ricordo che un amico assessore mi invitò a fare una chiacchierata con l’allora sindaco Santarelli, essendo io a conoscenza di quali erano i progetti futuri delle ferrovie in merito alla chiusura delle stazioni essendo stato rivoluzionato il concetto delle ferrovie appartenenti allo stato. Difatti ci fù la separazione tra lo Stato(RFI) proprietario della rete e le aziende di trasporto, Regionale, Trenitalia e Cargo. Diedi delle indicazioni di massima su come evitare questa morte lenta che sarebbe avvenuta di li a poco se non si fossero attuate strategie infrastrutturali per aumentare il bacino d’utenza. Nulla è stato fatto se non piccole e inutili proteste su vari quotidiani. Demoralizzato, cercai di impegnarmi dedicandomi a varie associazioni di volontariato, ho frequentato gruppi trekking che avevano lo scopo di valorizzare il territorio, mi sono dedicato a pulire aree pubbliche in silenzio, senza pubblicità e riconoscimenti di facciata. Tutto ciò mi ha portato un po’ fuori dalla reale percezione di ciò che accadeva nel contesto urbano, perché frequentavo solo persone perbene. E perbene non intendo chi è scolarizzato, professionista o benestante. Ho conosciuto persone perbene tra i contadini, imprenditori, insegnanti, commercianti, agricoltori che lottano tutti i giorni per migliorare il territorio. Ho conosciuto anche persone che hanno avuto a che fare con la giustizia ma che si sono ricredute e volevano assicurare un futuro migliore per i propri figli. Insomma ho creduto che forse qualche spiraglio di miglioramento ci fosse. Poi dopo che approdò a San Severo uno “ sceriffo”, forse perché aveva sentito parlare di Texas, Bronks, Far West, promettendo ordine , disciplina ed educazione civica. Fu un vero fallimento!! Durò giusto il tempo che lo sceriffo fosse nominato Federale. La situazione precipitò. Omicidi, rapine, furti , bombe ed estorsioni a gogò. Ma in me c’era ancora la fiamma della speranza , anche se vedevo aumentare le persone perbene che andavano via o mandavano in ogni parte del mondo i propri figli alla ricerca di un futuro. Ho frequentato poco le serate del centro fino a Sabato. Infatti il venerdì mi sono recato a Torremaggiore ad assistere ad uno spettacolo “ Gezzinvilla”, performance artistica di alta qualità con un intervento del Sindaco che ha parlato in modo sobrio, pulito e senza fini elettorali . Ma la cosa che mi ha colpito di più , la pulizia delle strade, la gente rispettosa, tutti attenti alle disposizioni anti- covid , motorini e auto rispettosi delle regole. Questo mi ha fatto sognare e per un attimo ho pensato forse è così anche a San Severo, in fondo siamo solo a 8 Km. Così ho deciso di recarmi in centro presso un locale per una pizza, location favolosa, ma dopo un po’ arriva gente con un nugolo di bambini che iniziano a correre come se fossero ad un parco giochi, tutti senza mascherine e precauzioni varie. Il gestore cerca con educazione di far intervenire i genitori, ma a loro non gliene frega niente del futuro e del senso civico da trasmettere ai propri figli l’importante e schiamazzare e bere birra e si giustificano “ sono bambini mica li possiamo legare?” . Legare NO, ma parlare ed educare SI. Mi sento a disagio , consumiamo velocemente e alle 21.30 siamo già fuori dopo 45 minuti dall’ingresso. Percorro la strada del teatro e all’incrocio con via Tiberio Solis vedo arrivare 2 motorini in senso vietato che sfoggiano acrobazie degne di Valentino Rossi, non c’è nessun organo di polizia urbana e non, la gente rassegnata si fa “i fatti suoi”. Prendo la macchina e ancora sono incredulo perché nel frattempo monopattini, motorini, gente che butta ogni cosa per strada come se fosse una pattumiera pubblica, percorro Corso Gramsci verso piazza Castello e subito devo frenare perché improvvisamente una intera famiglia attraversa la strada senza curarsi dell’arrivo dell’auto. Il mio sguardo si incrocia con quello minaccioso del capo clan e subito vengo redarguito da chi è al mio fianco, “questi cercano di attaccare briga altrimenti non hanno niente da raccontare”. Cinquanta metri e arriva una bici contro mano, si sente solo un grido “ scemo non mi hai visto”. Forse sto sognando, possibile che nessuno vede e nessuno sente. Mi verrebbe voglia di realizzare un filmato, ma ne vale la pena se nessuno lo vuole vedere?
Per un attimo penso a mio figlio che è in giro con degli amici, tutti bravi ragazzi e penso ai pericoli che corrono e senza che nessuno possa intervenire. Uscire una serata di Agosto è una scommessa di sopravvivenza.
A questo punto non mi resta che dire “ MA COSA CI FACCIO QUI ? E CHE FUTURO PUO’ AVERE MIO FIGLIO?”

F.P. un cittadino che vuole bene a questa terra e spera ancora.

lettera firmata

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