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San Severo Città che legge. Qualche riflessione e una proposta

Qualcosa sta cambiando nel mondo del libro e della lettura. Per fortuna qualcuno si è accorto che senza libri e senza librerie i paesi si impoveriscono, che le librerie sono “sacche di welfare ufficioso”, come dice il Premio Strega e direttore del Salone Internazionale del Libro di Torino Nicola Lagioia, che si tratta di “luoghi che creano comunità e inclusione” da difendere e valorizzare. Da qualche anno si stanno moltiplicando i segnali di attenzione verso questo settore essenziale della fisionomia  culturale di un paese. Risale a qualche settimana fa la decisione del Ministro Franceschini di investire 40 milioni per la filiera del libro, una parte dei quali servirà alle Biblioteche Comunali per acquistare libri presso le librerie del territorio. Non va dimenticato poi che da qualche mese è in vigore la legge, varata all’interno del Piano nazionale d’azione per la promozione della lettura, che fissa gli sconti sui libri al 5%, mettendo così sullo stesso piano librerie indipendenti, librerie di catena, negozi online e supermercati. E non possiamo non citare le iniziative degli editori quali il progetto Io leggo perché che da qualche anno unisce in un circolo virtuoso biblioteche scolastiche, librerie, famiglie e insegnanti. Del resto anche il bonus cultura per i diciottenni e la Carta del Docente sono serviti a dare respiro al mercato del libro. Insomma, da qualche tempo nella politica nazionale qualcosa di importante si muove. Ne siamo ovviamente contenti.

Così come siamo felici della recentissima notizia dell’attribuzione alla nostra città, per la seconda volta, del titolo di Città che legge, conferito dal Centro per il libro e la lettura del Ministero dei Beni Culturali in collaborazione con l’ANCI. E, visto che uno dei parametri presi in considerazione per il conferimento del titolo, è l’esistenza di librerie, ci piace pensare che la nostra esistenza e la nostra attività siano state di qualche significato per l’attribuzione di tale riconoscimento. Quasi trecento iniziative (298 per la precisione) in quattordici anni, con una media di più di venti all’anno, fra presentazioni di libri, incontri del Gruppo di lettura, iniziative delle scuole, partecipazioni a Io leggo perché e al Maggio dei Libri. Decine di autori ospitati, una rivista, I quaderni dell’Orsa, che ha collezionato 15  numeri e, negli ultimi due mesi, otto dirette sulla pagina Facebook della libreria con autori di rilevanza nazionale.

L’augurio è che l’attenzione generale al mondo dei libri e della lettura non si smorzi e che anche qui da noi si uniscano le forze in modo che chiunque abbia fiato e idee venga valorizzato per dare spazio ai lettori attuali e venire incontro a quelli potenziali. Come andiamo dicendo da anni, San Severo legge e siamo convinti che risponderebbe con entusiasmo a un’offerta qualificata di ampio respiro. Bisognerebbe per questo evitare di disperdersi in tanti piccoli rivoli e mettere insieme risorse e competenze, con serietà e nel rispetto delle autonomie di ciascuno. Si potrebbe pensare per esempio a un festival dedicato alla narrativa contemporanea italiana, da fare magari in più luoghi,  nelle piazze e tra le antiche mura di chiostri e cortili, negli androni dei palazzi di maggior fascino.

Si può fare. Con risorse adeguate, un po’ di coraggio e naturalmente molto lavoro.

Gabriella de Fazio, Michele Piscitelli

libreria Orsa Minore

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