San Severo: colonna rotta al De Amicis: una maestra in pensione ottiene ciò che nessuno aveva chiesto

La facciata della Scuola “Edmondo De Amicis”, edificio storico e simbolo cittadino, da tempo presenta una colonna danneggiata nella scalinata monumentale. Un elemento architettonico spezzato, evidente agli occhi di tutti, ma sul quale, a quanto pare, nessuno – né il Comune né la dirigenza scolastica – ha mai fornito spiegazioni ufficiali, nonostante le segnalazioni e le richieste di chiarimento.
A rompere il silenzio istituzionale non è stata un’autorità, né un’associazione, ma una semplice
cittadina, ex insegnante della stessa scuola: la maestra Laura Fortunato. Preoccupata per il degrado della facciata e per l’assenza di comunicazioni da parte degli enti responsabili, ha deciso di inviare una PEC alla Soprintendenza di Foggia, chiedendo che venisse verificata la situazione e soprattutto che fosse chiarito se fossero previsti interventi di tutela.
La risposta è arrivata. Chiara, formale e firmata dalla Soprintendente Architetto Anita Guarnieri. Nella comunicazione ufficiale, la Soprintendenza conferma di aver ricevuto la segnalazione e la documentazione fotografica, e precisa che il bene – la facciata del De Amicis – è sottoposto a tutela ai sensi del Codice dei Beni Culturali (D. Lgs. 42/2004). Viene inoltre ricordato che gli enti pubblici proprietari hanno il dovere di garantire la conservazione del patrimonio storico.
La Soprintendente scrive: “Sarà cura di questa Soprintendenza procedere quanto prima all’attivazione degli interventi di messa in sicurezza del bene in oggetto al fine di garantire le migliori condizioni di tutela e conservazione dello stesso.”
E aggiunge: “Si assicura, altresì, che questa Soprintendenza provvederà ad esercitare la sua funzione di alta sorveglianza dei cantieri in corso affinché non venga arrecato pregiudizio ai beni vincolati come l’immobile in argomento.”
Parole che non lasciano spazio a interpretazioni: il danno è riconosciuto, la tutela è un obbligo e la Soprintendenza monitorerà gli interventi.
La vicenda mette in luce un aspetto importante: a volte basta una sola persona per smuovere ciò che le istituzioni non fanno. Una maestra in pensione, armata solo di senso civico e amore per il patrimonio culturale, è riuscita a ottenere una risposta che finora non era arrivata da chi avrebbe dovuto – Comune e dirigenza scolastica.
Il valore simbolico di questo gesto è enorme. La Scuola De Amicis non è solo un edificio: è memoria collettiva, patrimonio architettonico, identità della città. Lasciare una colonna rotta, senza spiegazioni e senza interventi, significa abbandonare un pezzo della nostra storia.
Ora la Soprintendenza ha garantito sorveglianza e l’attivazione degli interventi necessari.
La palla passa agli enti competenti: la cittadinanza attende risposte e, soprattutto, azioni concrete.
Una cosa è certa: la tutela del patrimonio non appartiene solo alle istituzioni. A volte, comincia dalla voce di una sola persona che decide di non restare in silenzio.



