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San Severo deve essere un territorio sicuro per imprese e lavoro

I parametri relativi alla qualità della vita e delle condizioni sociali ed economiche del nostro territorio sono, da tempo, preoccupanti; né si registrano segnali significativi di un’inversione di tendenza.

Degrado sociale, disoccupazione diffusa, abbandono scolastico, emigrazione giovanile ed un’economia sempre più caratterizzata dalla prevalenza della componente malavitosa sono alcuni degli aspetti di una situazione seriamente compromessa, che rappresenta una sfida estremamente impegnativa per quanti hanno, a vario titolo, responsabilità politiche e istituzionali e che impone una rigorosa e collettiva riflessione sul futuro prossimo di questa città e del suo territorio e la predisposizione di iniziative coraggiose, serie, efficaci e, possibilmente, condivise, scevre da strumentalizzazioni politiche ed elettoralistiche, sostenibili e fattibili nel breve e medio termine.

Dire, in sostanza, fuori dai denti quelli che sono i veri mali di questo territorio è la necessaria premessa per la ricerca di possibili soluzioni attraverso interventi, che, sin d’ora, sappiamo essere lunghi e complessi e che potrebbero rivelarsi insufficienti. Ma non riconoscere le negative conseguenze sulla nostra economia che hanno il forte radicamento della malavita, più o meno organizzata, e un diffuso malcostume sociale è negare una realtà drammaticamente evidente.

La lotta contro la criminalità, micro o macro che sia, deve, a questo punto, essere condotta con ancor più decisione, sino alla completa eradicazione del fenomeno.

Pur riconoscendo il valore etico e sociale delle iniziative nell’ambito della prevenzione della devianza minorile assunte da tanti operatori, del mondo della scuola e non solo, e pur nel rispetto della funzione, costituzionalmente prevista, “anche” riabilitativa della detenzione (in assenza però, dobbiamo riconoscerlo, di una maggiore e doverosa attenzione nei confronti delle vittime dei reati), va ribadito, per essere chiari, che solo drastiche ed efficaci misure di contrasto (potenziamento e maggiore coordinamento delle forze dell’ordine, istituzione del poliziotto di quartiere, provvedimenti legislativi che prevedano inasprimento delle pene per i recidivi, utilizzo del Daspo cittadino, videosorveglianza diffusa con unica centrale operativa, ecc.), capaci di ridimensionare la portata dell’attività malavitosa, possono contribuire, sulla base di dati inoppugnabili e di un’effettiva migliorata percezione di sicurezza da parte della popolazione, a restituire “con gli anni” al nostro territorio una condizione di maggiore tranquillità sociale e, con essa, la capacità di esercitare una funzione attrattiva e incentivante per imprese e per quanti desiderassero intraprendere iniziative economiche e produttive.

Impresa e lavoro devono rappresentare il binomio strategico su cui dovrebbero focalizzare il loro impegno le forze politiche e sociali. Ma impresa e lavoro impongono un approccio rigoroso, fatto di studio e formazione, di sacrificio e coraggio, di voglia di rimboccarsi le maniche e di assumersi le proprie responsabilità; e impongono scelte politiche che dovrebbero privilegiare più la predisposizione di strumenti idonei e utili per quanti tale fatica intendano affrontarla, e meno le ricorrenti misure di sostegno al parassitismo e all’abulia sociale.

Impresa e lavoro orientati, soprattutto, nelle tradizionali filiere produttive del nostro territorio: agro-alimentare, manifatturiero e terziario. Settori da rilanciare e valorizzare anche attraverso l’acquisizione di una mentalità più imprenditoriale, sulla scia magari delle lodevoli e incoraggianti iniziative intraprese da giovani operatori locali in vari settori. Un atteggiamento mentale più imprenditoriale ma anche più aperto verso forme di partecipazione ad esperienze consortili e di partenariato con realtà consolidate operanti al di fuori del nostro territorio, su specifiche filiere produttive, su percorsi di formazione professionale e in materia di marketing ed export.

Riuscire a diventare un territorio appetibile per fare impresa è la nostra vera “sfida”, difficile certo, anche per i processi di globalizzazione e di delocalizzazione da tempo in atto, ma forse, proprio per questo, non impossibile.

A tal fine non meno importante è un oculato adeguamento infrastrutturale del territorio. Problema forse meno grave rispetto ad altre realtà meridionali, in quanto la rete viaria, la linea ferroviaria, l’asse autostradale, lo scalo portuale manfredoniano e l’aeroporto foggiano rappresentano già, e ancor più con tutti i potenziamenti necessari e, in parte, programmati o addirittura in esecuzione, elementi significativi nella logica di una strategia attrattiva di imprese.

Per la realizzazione dei nostri obiettivi vanno considerati, comunque, necessari altri elementi di ordine politico e sociale:

  1. Il costituirsi di un’adeguata e autorevole rappresentanza politica capace, nelle sedi istituzionali di programmazione e bilancio, non di elemosinare comprensione e promesse, ma di avanzare proposte di sviluppo credibili e suffragate da seri studi di fattibilità, nell’ambito di un’equilibrata politica di interventi regionali, che restituisca dignità e prospettiva ad un territorio, quale è il nostro, regionalmente di frontiera.
  2. Lo svilupparsi di una cultura e di una mentalità sovra comunale, che sulla base di comuni interessi, porti il territorio dell’Alto Tavoliere a divenire un’adeguata massa critica dal punto di vista istituzionale, politico e sociale. La costituzione di un’Associazione dei Comuni dell’Alto Tavoliere, ad esempio, potrebbe rappresentare un primo modello organizzativo capace di interfacciarsi con le istituzioni provinciali e regionali sui temi dello sviluppo infrastrutturale ed economico.

A tal proposito non si può non esprimere un giudizio positivo sul confronto avviato sui temi dello sviluppo tra l’Amministrazione Comunale di San Severo e la Confindustria di Foggia. Confronto che ci auguriamo possa intensificarsi e dar vita ad un vero e duraturo “tavolo tecnico-istituzionale” sulle possibili strategie di crescita. Un tema sul quale, è auspicabile, ciascuna forza politica possa, nel rispetto delle legittime diversità di sensibilità e di vedute, dare il proprio contributo in termini di proposte e di progetti, favorendo l’agibilità politica di quelli più largamente condivisi.

La creazione, inoltre, di un tavolo “istituzionale” rappresentato dai Sindaci dell’Alto Tavoliere e dagli esponenti istituzionali del territorio nelle diverse assemblee rappresentative darebbe un forte segnale di compattezza e di comune volontà nel perseguire obiettivi concreti, fornendo alla stessa politica, nel giudizio dell’opinione pubblica, un’occasione di riscatto e di maggiore credibilità.

  1. Una forte presa di coscienza dei cittadini e del loro ruolo, che rimuovendoli da una passiva condizione di spettatori, distaccati, indifferenti e a volte omertosi, li renda protagonisti di una nuova stagione di partecipazione attiva alla vita politica e istituzionale della città. Una nuova stagione che deve veder crescere il senso civico, l’osservanza delle regole di una convivenza civile, la tutela del decoro urbano, il rispetto delle istituzioni non più viste come organismi estranei ma come partners di un’auspicabile amministrazione condivisa, a partire dalla istituzione dei Comitati di Quartiere, proposta dall’Associazione Liberal di San Severo, quali organismi propositivi e consultivi, nell’ambito di una democrazia partecipativa, meno retorica e più concreta.

In conclusione da una lotta senza quartiere alla malavita organizzata e al malcostume sociale fino alla loro inoffensività, da un salto di qualità della politica scevra da un gretto provincialismo intriso di carrierismo politico e di favoritismo clientelare, da una sana voglia di protagonismo attivo dei cittadini dopo anni di disillusione e sudditanza, potrebbero crearsi, forse, condizioni tali da porci su una strada un po’ meno impervia di quella percorsa in questi anni.

 Fabio di Capua – Giovanni Danese

 Dipartimento  Provinciale Sicurezza

Forza Italia

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