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…San Severo di Foggia, criminalità punto e a capo.

…..due giorni fa avevo preannunciato che i malavitosi non si sarebbero accontentati di mostrare i muscoli a Foggia e che ben presto l’emulazione avrebbe toccato anche San Severo. Ed eccoci qui a commentare un altro duro colpo a danno di un ottico a pochi metri dall’attività di mia moglie. Devastato il cancello di ferro fortificato in seguito ad altri assalti precedenti sempre alla stessa attività. Inutili sono le iniziative prese per la sicurezza dei cittadini dall’Amministrazione locale e nazionale. Inutili sono le sfilate di protesta civile che durano quanto un caffè preso in compagnia. Le attuali leggi non funzionano. Le Forze dell’Ordine  poco contano e poco possono fare se la cortina di “buonismo” non viene respinta con le dovute contromisure. Vano è andare a Roma  per manifestare pacificamente. State a casa commercianti, artigiani, cittadini, che tanto “a nuttata passa” e il nuovo giorno è uguale a tutti gli altri giorni. Ci dicono che le statistiche vedono in calo i reati commessi. Non date retta a dati che bisogna leggere per intero e non parzialmente. Le cause del degrado sociale in cui verte San Severo, la Provincia, la Regione, il resto dell’Italia e non solo, sono molteplici. Nello specifico , commercianti, artigiani e l’intero Popolo delle Partite IVA è tartassato da uno Stato vorace, da un sistema che vuole le piccole attività “eliminate”. Ne sono la prova le ultime invenzioni dei nostri politici che ci costringono ad una contabilità sempre più complicata e sotto un regime poliziesco attraverso mezzi che a tutti quelli del settore privato son ben conosciuti e sconosciuti a chi non svolge una piccola attività in proprio. Basta con le chiacchiere. O questi governanti, e chi per loro, cambiano marcia o non ci rimane che una via: “Disobbedienza Fiscale”. A buon intenditor, poche parole!

PIETRO ALBANESE

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