Prima pagina

San Severo divisa, Puglia decide: la strategia del ‘divide et impera’ ci toglie il futuro

I politici latini erano avanti anni luce. Consideriamo il loro detto “divide et Impera, cosa vuol significare? Prendiamo le informazioni su un qualsiasi testo enciclopedico:

Questa locuzione si traduce letteralmente come “dividi e comanda”, cioè un’autorità può controllare meglio un popolo o un gruppo, dividendo i suoi membri tra loro e fomentando la discordia.

Per essere più precisi: È una strategia politica per controllare e governare un popolo dividendolo in più parti e alimentando le rivalità e le discordie interne.

Ed è esattamente la situazione attuale nella nostra città, e non solo, forse anche nella nostra provincia.

I candidati locali che concorrono per un posto di consigliere alla Regione Puglia, sono tanti, forse troppi, situazione che crea i presupposti per non avere nessun nostro concittadino eletto nella prossima tornata elettorale. Alcuni di loro sanno benissimo di non avere nessuna chance di essere eletti, ma allora perché hanno deciso di mettersi in gioco? Sicuramente c’è anche una logica di partito dietro questa scelta, oltre ad un voler dimostrare la propria forza portando in cascina un bel gruzzolo di voti. Ma, chi come il sottoscritto, non mastica bene la politica, è portato a pensarla diversamente. Queste candidature sono state avallate (imposte) per dividere l’elettorato, favorendo altri candidati a danno di quelli locali. Da quanti anni San Severo non ha più consiglieri regionali? Tanti anni, forse troppi ed all’orizzonte si profila ancora un quinquennio di assenza di nostri rappresentanti. Non abbiamo imparato nulla dal passato, né dalla nostra storia recente, né da quanto fanno i comuni a noi vicini. Infatti, facendo loro il motto “l’unione del popolo fa la forza”, riescono a portare in consiglio regionale almeno un proprio candidato a spese dei nostri. Credo che questo modo di far politica, allontani sempre di più gli elettori dall’esercizio del voto. Non resta che sperare nel voto utile di quella parte dell’elettorato che ancora crede nel valore del voto, dando le preferenze ai candidati con maggiori possibilità di essere eletti. Si, non resta che sperare …..anche se “chi di speranza vive, disperato muore”.

(Lettera firmata F.C.)

Altri articoli

Pulsante per tornare all'inizio