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San Severo: Dribbling sul monopattino in mezzo al traffico e in controsenso

di Ines Macchiarola e Michele Sales

A San Severo, è ancora allarme teppismo a due ruote. In barba al pericolo, quattro giovani incappucciati (felpa e cappuccio)  sul monopattino vengono immortalati da alcuni pedoni, mentre percorrono in controsenso la via dello shopping del centro cittadino, dribblando con disinvoltura un’autovettura in corsa.

Le pagine delle cronache locali e nazionali si trovano di fronte ad un fenomeno di microcriminalità nuovo e complesso che non sempre sarebbe legato all’uso del mezzo in se, per giunta sviluppato con i migliori propositi dietro la spinta alla decarbonizzazione e all’uso più razionale e sostenibile delle fonti di energia.

Ma evidentemente esistono dei costi sociali le cui cause sono più profonde ed invisibili. Quello del disagio sociale, è un problema che coinvolge figure esperte in vari campi della conoscenza capaci di decifrare i segnali, tradurli e declinarli in interventi mirati di più ampio respiro.

Se qualcosa fosse andato storto, che capacità di reazione avrebbero avuto questi ragazzi rispetto a quella reale offerta da un mezzo ad alta prestazione?

Quanto più si allarga l’osservazione e il campo di riflessione, tanto più aumentano le figure interessate dalla spinta innovativa innescata da un nuovo paradigma di città intelligente. Con i pro e i contro di ogni fase di transizione.

Resta alto il livello della polemica sollevata da alcune associazioni dei consumatori che fanno notare come la mobilità su monopattini sia inserita in circuiti di mercati con un quadro di riferimento legislativo nazionale ancora confuso e farraginoso.

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