CulturaPrima pagina

SAN SEVERO E ‘I ZAMPUGNERE – UN’ANTICA TRADIZIONE CHE RIVIVE NELLA CANZONE

La figura dello zampognaro, ai giorni nostri estranea all’immaginario popolare e simbolo di epoche passate, partecipava fortemente alla scenografia natalizia, con i suoi costumi ed i suoni.
Manifesto di un intero mondo, quello montanaro, pastorale e contadino, segnava nel mese di dicembre in particolare il suo rapporto con la pianura e con i centri urbani più grandi, motivo di festa e di incontro grazie al richiamo che l’inconfondibile suono della zampogna costituiva per la gente, riunita intorno ai musicisti: quasi degli ambasciatori del messaggio del Natale, di pace, mitezza e senso di incontro.
Lo zampognaro, letteralmente suonatore di zampogna, strumento musicale a fiato, è una figura arcaica diffusa in particolare nell’ Italia centro-meridionale, nelle regioni del Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.
Da non confondere la zampogna con con la cornamusa, propria del nord Italia e di altre regioni europee.
Musicisti o figuranti che con l’arrivo del Natale attraversano le vie delle cittadine in abiti tipici, gli zampognari sono legati in particolare al periodo della Novena dell’Immacolata Concezione: nove giorni di preghiera prima della solennità, quando suonavano motivi natalizi tradizionali creando un’atmosfera unica e attirando l’attenzione dei grandi come dei più piccoli: presenza immancabile in tanti presepi gli zampognari, posti di solito vicino la grotta della Sacra Famiglia.
Sulle note di “Tu scendi dalle stelle” suonano in coppia la zampogna, la ciaramella o altri strumenti a fiato. In passato spesso l’esecuzione avveniva anche in prossimità di edicole votive raffiguranti santi o madonne, permettendo la sosta dei musicisti e quella del pubblico, che meglio poteva ammirare ed ascoltare l’esecuzione: si realizzava così un vero e proprio momento di incontro e liturgia popolare.
Di seguito la canzone ‘I Zampugnere, tratta da poesia tradizionale, a ricordare il rapporto tra la nostra cittadina e questa antica tradizione.
I versi che aprono la poesia: “Jinde ‘a nu viche de ‘na vecchia chiese, pettete au mure che ‘na lambe accese, steve ‘na vote ‘na bella madonne, che nu criature ca teneve sonne. Tre vecchije zampugnere d’a muntagne, qua scenneve au embe d’i castagne, pe fa la nuwena de Natele, jeve ‘na feste jinde a quella rujele…”.
La traduzione: “Nel vicolo di una vecchia chiesa, dipinta al muro con una lampada accesa, c’era una volta una bella madonna, con in braccio un bambino che dormiva. Tre vecchi zampognari dalla montagna, scendevano in città nel periodo delle castagne, per fare la novena di Natale, era un festa nella strada”.

Altri articoli

Back to top button