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SAN SEVERO E LA MUSICA LIRICA, UNA PASSIONE ANTICA DI SECOLI

San Severo, assolata cittadina pugliese ai piedi del Gargano, se pur lontana dagli eventi dei grandi centri e delle metropoli ha dimostrato un grande attaccamento alla musica lirica, al bel canto, facendo dell’opera un fiore all’occhiello della sua offerta artistica, sin dai secoli passati.
Si devono infatti al Teatro Real Borbone (1819) poi divenuto Cinema Patruno, primo teatro all’italiana di Capitanata e tra i primi del Mezzogiorno, concerti di musica lirica che arricchivano le serate e l’immaginario della sonnolenta cittadina borbonica, avvolta nelle campagne e nei riti agresti della società contadina. Un legame tanto forte quello della Città dei Campanili col recitar cantando che ha visto il fiorire di un apprezzato autore del genere, il Maestro Ferdinando del Re.
Nato a San Severo nel 1839, il compositore dimostrò sin dalla tenerà età talento artistico, dote che coltivò poi a Napoli, in barba agli studi di medicina, ammesso al Conservatorio di San Pietro a Majella
Nel periodo napoletano compose le Anacreontiche. Album per camera in chiave di Sol, pubblicato per i tipi di Giorgio Del Monaco editore, ma sarà la riscrittura in chiave di melodramma della Battaglia di Benevento, romanzo storico di Guerrazzi, a segnare una svolta significativa per l’artista – correva l’anno 1866.
Rientrato a San Severo, dopo aver adempiuto agli obblighi di leva, affinò il melodramma in quattro atti che, intitolato  Manfredi di Svevia, esordì al Teatro Comunale Real Borbone il 16 luglio 1877, conquistando il pubblico e segnando un successo che lo porterà a ben quattro repliche. Un trionfo per il musicista sanseverese che sostenuto dall’amministrazione comunale e dai fedeli concittadini punterà a Napoli, al teatro Mercadante – era il gennaio 1880. Qui l’opera di del Re continuerà a riscuotere ampi consensi, ma il tripudio non basterà all’affermazione del compositore. Infatti alla vigilia della terza rappresentazione dell’opera la compagnia si scioglie e l’impresario sparisce, mandando in frantumi i sogni ed i progetti dell’operista. Ritornato a San Severo Ferdinando, capo-musico, non si darà per sconfitto e vincerà alcuni concorsi nazionali. Sarà ricordato in particolare per la direzione dell’Orchestra di Fiati della Società Promotrice Musicale di San Severo, nota come Banda Rossa, da egli stesso fondata nel 1883. Presente nel volume  Il melodramma italiano. 1861-1900. Dizionario bio-bibliografico dei compositori, l’artista lascerà le scene prematuramente, spegnendosi a soli quarantotto anni.
Ma andando indietro nei secoli c’è un’altra figura che segna il rapporto tra la cittadina e la musica lirica: Matteo Sassano. Nato a San Severo nel 1667, Matteuccio sarà un celebre cantante castrato italiano, soprannominato “il rosignuolo di Napoli” per la sua incantevole voce da soprano.
Evirato da un barbiere, a cui sarà poi affidato per tristi vicissitudini familiari, Matteo verrà portato a Napoli, dove studierà al Conservatorio dei poveri di Gesù Cristo, per debuttare nella Cappella di Palazzo Reale.
Conquistato presto il successo, anche grazie alla sua bellezza, non gli fu difficile vivere in modo spensierato, facendo incetta di avventure sentimentali pure con nobildonne.
Riconosciuto primo soprano nella capitale del Viceregno, nel 1695 grazie all’imperturbabile successo si trasferirà a Vienna, a cantare nella Cappella Reale dell’imperatrice, conclamando così la sua fama internazionale di artista e Don Giovanni, superbo ed arrogante.
E sarà proprio per la sua strafottenza che verrà condannato alla prigione: insulterà infatti alcuni esponenti dell’aristocrazia. Rifiutandosi di obbedire agli ordini del viceré da questi sarà condannato, ma eviterà la pena per intercessione della viceregina.
Ritornerà allora nella città partenopea, per trasferirsi nel 1698 alla corte di Spagna, nella capitale Madrid, contribuendo col suo bel canto persino a curare le malinconie del sovrano.
Ancora al servizio dell’aristocrazia, si esibirà nei teatri fino al 1708.
Stabilitosi a Napoli e nominato marchese, si dedicherà in modo esclusivo alla Cappella Reale.
Tra le altre pubblicazioni a ricordarlo nella Rivista italiana di musicologia, il volume Ulisse Prota-Giurleo, Matteo Sassano detto «Matteuccio» Documenti napoletani.
Chiuso il Teatro Real Borbone, dal 1927 ad oggi la tradizione lirica cittadina continua nella splendida cornice del Teatro Giuseppe Verdi, con spettacoli e concerti che nei decenni hanno contribuito ad arricchire il paesaggio e l’offerta culturale della Puglia, riproponendo grazie ad artisti locali, regionali e nazionali, i classici del recitar cantando. Fondamentale l’attività della pubblica amministrazione, dei conservatori, dell’Orchestra di Fiati “Città di San Severo” diretta dal Maestro Antonello Ciccone, come delle Voci e dei Maestri tutti che partecipano al panorama musicale della nostra terra.
Di seguito il link video di uno spettacolo
https://www.facebook.com/1862934454000457/videos/307260009986129
Nazario Tartaglione

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