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SAN SEVERO E UMBERTO GIORDANO, L’AUTORE DI “ANDREA CHENIER”, L’OPERA CHE INAUGURO’ IL TEATRO VERDI

In questi giorni di trionfo al Festival di Sanremo per un giovane artista foggiano, vengono in mente i fasti della città e della provincia cantati, è il caso di dire, da una storica figura artistica, Umberto Giordano.
Infatti il recitar cantando, fiore all’occhiello italiano nel mondo, vede anche il considerevole contributo del compositore nato a Foggia nel 1867 e autore di opere liriche entrate stabilmente nel repertorio internazionale.
Assorbiti i modelli musicali e teatrali wagneriano e dell’ultimo Verdi, Giordano li rielaborerà in modo originale, conquistando a pieno titolo un posto tra i compositori della Giovane Scuola: affermatasi a partire dall’ultimo decennio del secolo e fra cui comparivano Pietro Mascagni, Ruggero Leoncavallo, Francesco Cilea e soprattutto Giacomo Puccini.
Contribuendo ad aprire nuove strade per la lirica europea, accantonerà i soggetti storici della grande opera preferendo drammaturgie di tipo realista, fino a segnare la nascita dell’opera verista – in accordo con l’opéra-lyrique, il teatro musicale francese del secondo Ottocento.
Alla base della sua formazione gli studi con Paolo Serrao, al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, che contribuiscono al suo fortissimo senso del teatro e alla ricchezza melodica, incisiva ed immediata.
Marina, la sua prima opera, fu composta nel 1888, a soli ventuno anni, per una competizione indetta dalla Casa Editrice Sonzogno: vinta da Pietro Mascagni con Cavalleria Rusticana.
Questo non impedì all’artista pugliese di farsi notare dall’editore, che gli commissionò un’opera per la stagione 1891–92.
Il compositore realizzò così Mala vita, su libretto di Nicola Daspuro: sullo sfondo la Napoli popolare di Salvatore Di Giacomo e Goffredo Cognetti.
L’opera, dall’argomento trasgressivo per i tempi, rappresentata a Roma nel 1892 non mancò di suscitare dibattito, confermandosi allo stesso tempo tra le più apprezzate espressioni della genesi del verismo operistico – portata in scena a Vienna, Praga e Berlino, conquisterà alti consensi.
Seguirà “Regina Diaz” nel 1894, ma sarà con l’ “Andrea Chènier” composto nel 1896 su libretto di Illica che Giordano verrà ricordato soprattutto.
Il 9 dicembre 1937, l’inaugurazione del Teatro del Littorio (poi Giuseppe Verdi) di San Severo vide in scena proprio “ANDREA CHENIER”. Mancava però l’autore che, atteso, non potè assistere per un contrattempo. Documento storico la lettera di scuse ed elogi al teatro e alla cittadina che Giordano indirizzò all’autorità, testimonianza del legame, seppur tormentato, tra l’autore e la sua provincia.
Del 1898 invece la rappresentazione di “Fedora“, composizione che ne confermerà il temperamento focoso. Fra le sue 13 opere da ricordare ancora la “La Cena delle Beffe”, andata in scena alla Scala di Milano nel 1924, ed “Il Re”, portata al pubblico nel 1929.
Vicino a personaggi illustri come Giacomo Puccini e Guglielmo Marconi, condivise la

la fine dell’opera verista, smettendo di comporre dopo il 1929.

Celebre anche per le “arie” tratte dalle sue opere, consumato repertorio di illustri soprani, morì a Milano nel 1948.
A Foggia è ricordato con la piazza a lui dedicata, ricca delle statue che lo raffigurano, con il conservatorio e col maggior teatro cittadino che portano il suo nome. Non mancano scuole di musica che lo celebrano.
Nazario Tartaglione

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