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SAN SEVERO: Enocultura e tradizioni al centro dell’incontro in memoria di Vittorio Russi.

Di Rosaria D’Errico e Dante Scarlato

Si è tenuta venerdì 11 novembre presso le Cantine D’Araprì la conferenza organizzata in collaborazione con la nostra “Gazzetta” in ricordo di Vittorio Russi, storico e intellettuale sanseverese, e per l’evento è stata organizzata una tavola rotonda di presentazione di un suo scritto inedito che ha ripercorso l’attività enologica a San Severo tra l’800 e il ‘900. Ospiti della serata, moderata dal giornalista Rai Michele Peragine, l’Arch. Giovanni Di Capua, il Prof. Mario Colapietra (agronomo), e il Sen. Dario Stefano, già Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia.

L’occasione è stata propizia oltre che per ricordare un cittadino illustre che ha dato molto alla Città, anche per fare il punto della situazione sull’enocoltura del nostro territorio, rilevandone le criticità e proponendo nuove prospettive per l’imminente ed auspicata ripartenza dell’economia.

A tal proposito la prolusione iniziale del Prof. Colapietra (Istituto Sperimentale per la Viticoltura- Bari) ci ha illustrato un excursus storico sulla coltivazione viticola ha San Severo che ci ha restituito un contesto agricolo estremamente resiliente, capace di adattarsi ai mutamenti e di superare a testa alta le emergenze che si sono susseguite, come l’infezione di fillossera dei primi anni del ‘900.

“La Puglia è un giacimento di ricchezze che viene sfruttato con un limite, quello di considerare la vocazione agricola una zavorra.” – commenta apertamente il Sen. Dario Stefano; nel suo intervento il senatore, promotore della normativa sull’ enoturismo ed autore del primo manuale dal titolo “Turismo del vino in Italia” scritto a quattro mani con la senatrice Cinelli Colombini, ha ripercorso gli ultimi vent’anni della produzione vitivinicola e delle conquiste ottenute durante il suo Assessorato Regionale (2009-2013) nella Giunta Vendola, evidenziando una “pigrizia” da parte dei produttori pugliesi.

 “Passi avanti ne sono stati compiuti, c’è stato un recupero, si è messo in moto un meccanismo insediando la filiera regionale. Ma per vincere la partita, occorre far germogliare l’orgoglio identitario e rilanciare l’identità agricola che è un potenziale per la Puglia, territorio fra i primi produttori al mondo in termini di produzione primaria. Dopo aver normato l’enoturismo, serve vincere la partita e per riuscirci è necessario recuperare le tradizioni e sviluppare una capacità strategica.”

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