San Severo: Eventi estivi …tra annunci e attesa, il sipario che non ancora si apre!
Sogno di una stagione estiva che ancora non c’è?
L’estate è ormai alle porte, eppure il calendario degli eventi culturali continua a non farsi vedere. Almeno per il momento non sembra esserci nessun avviso pubblico, nessun bando, nessuna traccia ufficiale di programmazione condivisa. Solo qualche dichiarazione, frammenti di annunci e un’attesa che somiglia sempre più a una recita a soggetto.
A pochi giorni dall’inizio di luglio, il cartellone degli eventi estivi, quello che dovrebbe animare piazze, cortili, spazi pubblici e culturali, rimane avvolto nella nebbia. Nessuna chiamata rivolta ad artisti, associazioni, cittadini. Eppure, il vicesindaco e assessore alla Cultura, Anna Paola Giuliani, ha già fatto sapere che tutto è pronto: che ci sarebbero date, eventi e una programmazione.
Ma dove? Se davvero lo spettacolo è stato scritto, perché non è stato ancora distribuito il copione? Se le scene sono state allestite, perché non è stato aperto il bando per gli attori? E se le risorse sono già impegnate, perché il pubblico, che poi è la cittadinanza intera, continua a non sapere nulla? Così la città si ritrova spettatrice di un’opera invisibile, come in “Sogno di una notte di mezza estate”, dove le promesse sembrano svanire all’alba, lasciando dietro di sé solo il confuso ricordo di ciò che avrebbe potuto essere. Un luogo dove il confine tra realtà e illusione si fa sottile, dove i personaggi inseguono ombre e si svegliano senza sapere se ciò che stanno vivendo sia vero o solo un incanto.
L’estate si avvicina come un attore pronto a entrare in scena, ma il sipario, in questa città, resta ancora ostinatamente chiuso. C’è da augurarsi che questa estate non sia l’ennesima replica sbiadita di un copione già visto troppe volte: un po’ di cinema all’aperto, qualche spettacolo con burattini, eventi locali incapaci perfino di varcare i confini del nostro stesso territorio. Il tutto con un budget rilevante che, come già osservato in occasione del Natale, potrebbe tradursi in iniziative dall’impatto limitato, apparentemente prive di una visione strategica a lungo termine.
Per i sanseveresi potrebbe non essere un sogno, né una commedia. Potrebbe piuttosto trattarsi di un atto mancato, di una regia evanescente che lascia il palcoscenico desolatamente vuoto. In una città che potrebbe, e dovrebbe, essere viva di cultura, perché ne ha le potenzialità, ci ritroviamo invece nell’ennesimo “molto rumore per nulla”: si annuncia una stagione senza mostrarla, si parla di partecipazione senza praticarla, si promette condivisone senza pubblicare alcun atto, almeno fino a ora. E mentre altre città aprono le porte all’estate con festival, call pubbliche, progetti di ampio respiro, San Severo rischia di restare impantanata nella solita, piccola liturgia. Shakespeare scriveva che “tutto il mondo è un palcoscenico”.
Ma anche i palcoscenici hanno bisogno di testi forti, di regie coerenti, di interpreti capaci. “Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, e la nostra breve vita è circondata dal sonno”. Ma se il sogno viene sempre negato, resta solo il sonno. E una città addormentata, stagione dopo stagione, non sogna più. Si rassegna.



