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SAN SEVERO, FEBBRAIO DI SANGUE 221 ANNI FA

di MICHELE MONACO

Lo storico e letterato MATTEO FRACCACRETA(1772-1857) fu testimone e cronista di una delle pagine più tragiche della storia di San Severo. I fatti che lui descrive nel tomo sesto della sua opera letteraria“Teatro Topografico Storico-poetico della Capitanata” (editore FORNI) ruotano attorno ai seguenti TRE AVVENIMENTI accaduti nel febbraio dell’anno 1799. Il primo avvenne all’alba dell’8 FEBBRAIO: I REPUBBLICANI INNALZANO IN PIAZZA DELLA TRINITÀ (OGGI PIAZZA DELLA REPUBBLICA) “L’ALBERO DELLA LIBERTÀ”, emblema del nuovo governo cittadino. Secondo avvenimento: 10 FEBBRAIO – L’ALBERO VIENE ABBATTUTO DAGLI ANTI-REPUBBLICANI i quali si abbandonano ad una spietata caccia all’uomo trucidando barbaramente tutti quelli che avevano “osato” piantare l’albero.Fu un linciaggio in piena regola, con uno spietato e gratuito accanimento sui corpi dei giovani repubblicani giàsfigurati, maciullati e poi intombati nella buca dell’albero ormai divelto. Il linciaggio, si sa, non prevede alcun processo, nemmeno quello sommario. Si uccide selvaggiamente e basta. A questo orrore si innesca – inevitabilmente- la rabbia e il dolore dei parenti delle vittime. Qualche settimana dopo, GIUNGONO A SAN SEVERO, SU SOLLECITAZIONE DELLE FAMIGLIE DEI REPUBBLICANI TRUCIDATI, UN NUMERO CONSIDEREVOLE DI SOLDATI NAPOLEONICI AGLI ORDINI DEL GENERALE DUHESME il quale,dopo il netto e arrogante rifiuto di ottenere dai reggenti della municipalità borbonica i mandanti e gli esecutori di quella barbarie avvenuta in piazza, ordina di attaccare le postazioni armate della città. Sarà una violenta e cruenta battaglia -senza quartiere-e si conteranno i seguenti caduti: 240 cittadini sanseveresi, altri 100 cittadini armati provenienti da paesi limitrofi e un centinaio disoldati francesi.Insomma, nel breve tratto di qualche settimana, San Severo diventa UN TEATRO DI SANGUEdove si conta un totale di 450 morti. “UN’ATROCE CATASTROFE”la definisce lo storico MATTEO FRACCACRETA.A questo punto alcune necessarie domande sono legittime: “Questa tragedia, questi spargimenti di sangue si potevano evitare? Di chi furono le responsabilità?  Ebbene, sembrerà incredibile: ma ancora oggi, 221 anni dopo, esistono scuole di pensiero divergenti tra loro. Il dibattito rimane aperto e continua nel tempo.

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