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SAN SEVERO: IL DIFFICILE COMPITO DELLE FORZE DELL’ORDINE

L’EDITORIALE di DESIO CRISTALLI

Tra mille incombenze che le tante (troppe!) leggi italiane attribuiscono alle Forze dell’Ordine si sono aggiunti negli ultimi mesi tutti i controlli istituiti dai numerosi DPCM conseguenti alla pandemia virale. Oltre a ciò, anche se nella legge non c’è scritto, alle Forze dell’Ordine compete l’obbligo morale di valutare sempre, caso per caso, gli atteggiamenti dei cittadini da sanzionare e reprimere da quelli che suggeriscono un atteggiamento di comprensione e di autentica educazione civica. Ciò significa che spesso Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale preferiscono non sanzionare pesantemente i cittadini indisciplinati ai quali consigliano invece di comportarsi diversamente e di autodisciplinarsi. In parole povere, bastone e carota ed applicazione delle leggi cum grano salis, al fine di non appesantire il carico di difficoltà economiche che le famiglie sono già costrette a sopportare in un momento socialmente tragico come quello attuale. Gli ordini che piovono dall’alto per tutte le Forze dell’Ordine sono, da quel che risulta, di non far fioccare multe sulla popolazione ma di comportarsi, caso per caso, con equilibrio, valutando se ricorrere subito alle punizioni pecuniarie o al dialogo con i cittadini invitandoli a rispettare le leggi con giudizio. Naturalmente non è in discussione il principio che, di fronte a sfrontatezze ed atteggiamenti arroganti, vada applicato il bastone e dunque le sanzioni previste dalle norme. Sembra cosa buona e giusta applicare i canoni della prevenzione fin dove possibile, immedesimandosi nei vari atteggiamenti meno gravi dei cittadini prima di ricorrere alle maniere forti e alle sanzioni amministrative pesanti. Così facendo, le Forze dell’Ordine si dimostrano più riflessive dei controllati, tra i quali molti sono portati spesso ad assumere atteggiamenti poco rispettosi e di sfida nei confronti dei tutori dell’ordine, il cui lavoro non è mai facile. Alcuni tutori dell’ordine ci hanno detto di ritenere a volte più convincente una dura ramanzina che una repressione spietata che lascia nel cittadino sanzionato quasi sempre un senso di astio nei confronti delle divise.Diciamo che un maggiore rispetto reciproco tra cittadini e Forze dell’Ordine può dare, nell’immediato ed in prospettiva, un risultato migliore per una generale convivenza civile. Riflettiamoci tutti e…guardiamoci meno in cagnesco, cioè in modo prevenuto e poco accomodante.Collaborare è sempre meglio che scontrarsi dalla mattina alla sera con tutto il nostro prossimo!

 

 

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