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San Severo: IL PENSIONATO DI PIAZZA CASTELLO

di MICHELE MONACO

Si racconta che nella notte di Capodanno del 2000, proprio quando si festeggiava la fine del Novecento, un anziano pensionato, che abitava nei pressi della chiesa di San Giovanni Battista, spirava nel suo piccolo sottano. Aveva  89 anni e il suo cuore si era fermato insieme al vecchio secolo e tutti e due se n’erano andati per sempre. Questo signore anziano, conosciuto con il soprannome de il “corridore”( in gioventù era stato campione regionale pugliese delle due ruote), viveva da solo in un sottano. Era molto rispettato e benvoluto perchè nelle afose sere d’estate, quando le famiglie si sedevano a cerchio nel mezzo del vico, lui raccontava sempre delle storie fantastiche e affascinanti. “Quante ne ho viste e sentite in questa piazza” -diceva il “corridore”- ma quello che ricordo con dolore è un fatto vero che i giovani di oggi non sanno: dopo la seconda guerra mondiale, questa piazza era piena di braccianti che aspettavano di essere assunti per qualche giornata di lavoro. Era un vero e proprio mercato degli schiavi, dovevano lavorare dall’alba al tramonto”. Spesso, il “corridore”, vedeva provenire da via Montenero tanti bambini in fila con le maestre  e lui li portava a vedere i bassorilievi dei gladiatori sotto il campanile della chiesa di San Giovanni Battista. I bambini, incantati dai racconti di quel vecchio signore, ritornavano con le loro mamme sperando di rivederlo per ascoltare altri racconti. Ma dopo 89 Venerdì Santi, “il corridore” non c’era più davanti al “palazzo del vino”(Palazzo RECCA) per vedere l’incontro tra la Madonna e Gesù Cristo alla colonna. Adesso non si sa se questo vecchietto sia veramente esistito o se è soltanto una fiaba, ma tanti ragazzi ricordano quel vecchio dal cuore d’oro che tutti chiamavano il “corridore”.Ma fiaba o no, questa storia ci dice che una volta gli anziani erano rispettati e tenuti in grande considerazione. San Severo con i suoi quartieri e i suoi abitanti era una comunità generosa e solidale. Nessuno si sentiva solo. Negli ultimi anni, abbiamo constatato quanto sia a rischio un anziano. Non c’è più la collaborazione e la fiducia del buon vicinato particolarmente verso le fasce più vulnerabili, come anziani e persone sole. Purtroppo si sono via via perdute, nel corso degli anni, la solidarietà del buon vicinato, l’aiuto reciproco, mentre è cresciuta l’indifferenza e l’individualismo. CRESCONO LE COMUNITA’ VIRTUALI, LE AMICIZIE VIRTUALI, SCOMPAIONO LE COMUNITA’ REALI, LE AMICIZIE REALI.

 

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