SAN SEVERO: IL RECORD DEI VOLTAGABBANA

A San Severo, da quando è in vigore la elezione diretta del Sindaco (dal 1992) con il sistema delle coalizioni alternative, non vi è stata una sola consiliatura (DICO UNA SOLA) che è iniziata ed è terminata con le stesse squadre con le stesse casacche (di partenza) con le quali hanno chiesto il voto agli elettori. Molti non hanno aspettato nemmeno il mercato riparatore di gennaio (formula calcistica) ma hanno cambiato casacca tra il primo e il secondo tempo pur di entrare nella coalizione vincente, la quale (maggioranza) cinicamente e irresponsabilmente non sente alcun bisogno di spiegare ai cittadini il motivo per cui rinnega e snatura la sua identità politico-programmatica. Questi trasformismi, questi “turisti” della politica, producono effetti devastanti sui cittadini, facendo crescere a dismisura l’ASTENSIONISMO, il QUALUNQUISMO, la ripulsa per la politica, il disprezzo per le Istituzioni. La frase ricorrente del cittadino è la seguente: << Siete tutti uguali, siete dei voltagabbana>>. Già. Il voltagabbana: “gabbana” (o gabbano) è un tipo di cappotto o abito che puoi rivoltare spesso e nasce dal nome arabo qabā’. Il vocabolario Treccani definisce voltagabbana << chi cambia opinione e idee, per opportunismo, per tornaconto personale, con grande facilità>>. Il più pericoloso è il “VOLTAGABBANA PATRIOTTICO”. Questi giustifica il motivo del suo repentino voltafaccia con il patriottismo quale “nobile” pretesto per voler contribuire a salvare la città. A questo proposito il poeta e scrittore britannico SAMUEL JOHNSON nel 1774 pubblicò “Il Patriota”, in cui criticava tutto ciò che sapeva di falso patriottismo e coniò il famoso detto: “IL PATRIOTTISMO È L’ESTREMO RIFUGIO DELLE CANAGLIE”. Questa frase evidentemente non era contro il concetto semantico di patriottismo, bensì contro l’uso ipocrita che faceva del termine “patriottismo” l’allora ministro JOHN STUART III Conte di Bute con i suoi sostenitori: JOHNSON era contro coloro che si “autoproclamavano” patrioti poiché constatava che in realtà l’unica cosa che importava loro era il potere consociativo e spartitorio. Questo diffuso cinismo dell’agire dei voltagabbana (ai vari livelli e ad ogni latitudine) ha inquinato e corrotto la coscienza civile di tanta parte della nostra comunità. Ma per fortuna c’è stato in passato e c’è ancora chi pratica la BUONA POLITICA e mette gli interessi della città davanti a quelli del “FAMILISMO AMORALE” e del “PATRIOTTISMO IMMORALE”.



