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SAN SEVERO – IL TEATRO PER SCOPRIRE SE’ STESSI E CRESCERE

Il tema dell’identità è al centro del dibattito e del pensiero filosofico da sempre, riproposto da trattati e pubblicazioni come dalle umane vicende quotidiane.
Ci si meraviglia, ad esempio, di come siamo stati capaci di superare un ostacolo che ci appariva insormontabile o al contrario di come abbiamo fallito un obiettivo che ritenevamo a portata di mano.
Basterebbe registrare la propria voce e riascoltarsi per scoprire quando in realtà poco ci conosciamo e come l’idea che abbiamo di noi stessi spesso differisce dalla realtà o è del tutto illusoria – ammesso che esista un sé stesso o un solo sé stesso.
Alla naturale tendenza dell’essere umano ad indossare maschere, in base ai diversi ruoli personali o sociali, in base all’età, al carattere, alla relazione o situazione che si trova ad affrontare, va aggiunta ai nostri tempi la spinta dei modelli massmediatici, televisivi, teatrali, cinematografici e dello spettacolo, che del travestimento fanno un mestiere e un vanto.
Ecco che conoscersi e riconoscersi diviene sempre più difficile, fermo restando la regola delle tre corde pirandelliane: la civile, la seria e la pazza, quest’ultima, scevra da qualunque freno inibitorio, finalmente capace di svelare il pensiero intimo e reale della persona.
Tra le attività che possono spingerci alla conoscenza e scoperta di noi stessi, in qualunque età e soprattutto da ragazzi, quando in formazione è la nostra personalità, c’è senz’altro la recitazione.
San Severo non manca di offerte in merito, stando alle diverse “botteghe teatrali” presenti in città, che offrono corsi e la possibilità di cimentarsi con l’arte del recitare, a cavallo tra la propria interiorità ed il pubblico, così come ogni palco è – confermando ancora una volta il valore artistico e di utilità sociale degli artisti locali.
Ecco che la recitazione, con i diversi ruoli che dovremo ricoprire, ci aiuta a prendere contatto con aspetti del nostro essere inediti, in cui ci riscopriamo: come in un viaggio in sè stessi, un’esplorazione preziosa che paradossalmente strappa la maschera più grande, quella che ognuno ha pian piano costruito negli anni, il personaggio sociale, che ci siamo cuciti addosso e in cui ci identifichiamo.
Interpretare ruoli diversi da sé stessi vorrà dire fare spazio ad altre maschere e togliere la propria, almeno per qualche istante, sufficiente a svelare il proprio volto e finalmente conoscersi per quel che si è, per poi riverberare nel personaggio che interpreteremo.
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