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SAN SEVERO – IL WEB E DIVI DEL CONDOMINIO – “IL GRANDE FRATELLO E’ QUI” –

I modelli televisivi e massmediatici hanno da sempre influenzato la vita quotidiana, i comportamenti ed il costume, fino a creare nuove consuetudini, nuovi modi di fare, di pensare e quindi di vivere.
Con l’avvento di internet ed in particolare dei social network assistiamo ad un nuovo grande fenomeno comunicativo che, come quello della televisione dal secondo dopoguerra in poi, ha finito col rivoluzionare il modo di vederci e di relazionarci.
In particolare con il web social si realizza la possibilità di avere a disposizione uno spazio comunicativo, con foto, video, suoni ed immagini, che un pò alla volta finisce con l’assomigliare ad una piccola tv personale. Il punto è però che ad avere questa opportunità mediatica non sono i personaggi dello spettacolo, professionisti che vivono della propria arte e mestiere, ma piuttosto casalinghe, impiegati, studenti, operai e liberi professionisti, che nonostante tutto non disdegnano la possibilità di proporsi in modo spettacolare, emulando i modelli televisivi e dello show business, per trasformarsi così in improbabili vallette, fotomodelle fai da te o attori e musicisti della domenica, solo per fare qualche esempio, che finalmente hanno la tanto desiderata vetrina, il loro piccolo schermo personale.
Questa possibilità comunicativa ha finito col cambiare il modo di percepirsi e considerarsi per molti, dando impulso a comportamenti che altrimenti sarebbero rimasti estranei all’ambito popolare e quotidiano.
Assistiamo così a video o gallerie fotografiche di ragazze vestite e truccate come fossero icone dello spettacolo o della moda, musicisti che alla prima canzoncina realizzano costose registrazioni e videoclip per proporsi su YouTube e strappare qualche migliaio di visualizzazioni ad amici, parenti e curiosi, attori principianti o amatoriali che si propongono come vecchie glorie del cinema o del teatro, pittori che alla prima pennellata realizzano costosi siti web, mostre e foto video gallerie.
Per non parlare della spettacolarizzazione del quotidiano attraverso gli infiniti selfie, come quelli dei piatti in tavola, delle cerimonie a cui si partecipa, dei viaggi e dei luoghi visitati, fino alla pubblicazione di contenuti relativi ad esperienze che dovrebbero rimanere personali ma che vengono inevitabilmente “condivise” con i più disparati motivi, e spacciati spesso come di utilità sociale.
E’ chiaro che il modo di vedere il mondo e la realtà è filtrato da un immaginario irreale, illusorio, con tutte le conseguenze che si possono prevedere sulla quotidianità e sulle relazioni. In particolare si nutrono narcisismi, egoismi e personalismi che male fanno all’incontro con l’altro, alla nascita delle amicizie, di intese e di rapporti autentici. Ecco che ci si ritrova soli, ognuno chiuso nel proprio profilo social con migliaia di “amici” on line e pochi o nessuna relazione significativa nella realtà.
Un fenomeno che senz’altro segna un cambiamento epocale e che fa eco alla nuova e sempre più cavalcante cultura del digitale, da cui nasce un sistema sociale che continua ad imporre continue novità ed esigenze tecnologiche e strumentali (vedi il 5G e tutte le conseguenze su cellulari, decoder e televisori ancora funzionanti ma che andranno rottamati) decise dall’alto e che piovono sui cittadini come necessità ineluttabili insieme a modelli di vita che andrebbero rivisti e messi in discussione, recuperando un miglior rapporto con la realtà, con sè stessi e con gli altri. Senz’altro la qualità della vita di ognuno ne gioverebbe.
Nazario Tartaglione

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