San Severo: La Chiesa locale e l’assessorato alle Politiche sociali fanno rete per educare alla legalità
“Ripartire tutti insieme sulle orme di don Bosco e don Felice Canelli”

Dopo gli atti delinquenziali, la Chiesa locale e l’assessorato alle Politiche sociali fanno rete per educare alla legalità: “Ripartire tutti insieme sulle orme di don Bosco e don Felice Canelli”.
Dal passato, trarre insegnamenti per il presente e il futuro. A San Severo, dopo gli ultimi atti di violenza e bullismo – mentre c’è in città Giovanni Impastato, fratello di Peppino, per il progetto LegalFactory e tutto ciò che ruota intorno alla “ricetta della legalità” dell’assessorato alle Politiche sociali – tornano ad essere sempre più attuali, in merito all’educazione e alla formazione dei giovani, gli insegnamenti del venerabile don Felice Canelli e di san Giovanni Bosco a cui si è ispirata l’opera salesiana con le Figlie di Maria Ausiliatrice in tanti anni e che continua oggi con i laici. “La seconda guerra mondiale aveva portato notevoli situazioni di grande miseria e accentuato problematiche già presenti a San Severo: fame, povertà, disoccupazione, emergenza educativa, mortalità infantile, accattonaggio ecc. – hanno evidenziato suor Francesca Gaggiano, vice postulatrice, e don Mimmo Niro -. La realtà richiedeva una risposta d’emergenza tramite una rete sociale pronta a creare la cultura del bene, della solidarietà, della giustizia sociale e della vita buona secondo i valori genuini dell’umanesimo inspirato al Vangelo. Don Felice si fece promotore di sinergie territoriali.
Con i Salesiani, con i Cappuccini, con le forze diocesane disponibili costituì una grande opera di ‘soccorso educativo’ per la gioventù. Pur in tempi diversissimi dai nostri, potrebbe costituire anche oggi un punto da cui ripartire per fronteggiare la deriva educativa, sociale e morale nella quale la legalità ed il bene vengono posti ai margini delle scelte politiche e del vivere la città ed il territorio con la conseguente escalation di furti, omicidi, bombe, traffico di droga ormai senza controllo”. Il vescovo di San Severo, mons. Giovanni Checchinato, a proposito della sinergia e del lavoro di squadra, ha detto: “Chi ha un perché, troverà sempre il come”, vale a dire: “Chi vuole fare qualcosa trova sempre una strada; gli altri, una scusa”.
Il paravento della “delega” alle istituzioni non regge più e diventa importante la parola “insieme”, senza delegare all’altro ciò che ognuno può fare: “Sinergia radicale per creare cultura di legalità e quella del bene. Tutti insieme dobbiamo lavorare per i giovani- ha detto a mons. Checchinato-. Ognuno per le proprie competenze e responsabilità, per un progetto di ‘Città dell’Uomo’, che guarda alla ‘Città di Dio’, in cui ognuno stia bene e non abbia paura dell’altro”. Le conclusioni di don Mimmo e suor Francesca: “Tutti, insieme, si è chiamati a quest’appello. Se il male si coalizza è importante che anche il bene lo faccia. Don Bosco e la famiglia salesiana che hanno educato tante generazioni di San Severo e don Felice Canelli sono stati profeti in questo percorso.
Ora tocca a noi, ad ogni cittadino. Perché nessuno dovrà dire: non è affar mio!” Giovanni Impastato sarà a San Severo e incontrerà studenti, adulti, e il mondo associazionistico, oltre all’attività istituzionale prevista. Inoltre, la sua presenza e il progetto LegalFactory, è come se tagliassero il nastro al tavolo permanente sulle devianze giovanili, promosso dalle assessore Simona Venditti e Rosa Barone.



