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SAN SEVERO – LA CITTA’ DEI CAMPANILI E LA SPIRITUALITA’ DA RISCOPRIRE

In una cittadina sede di antichi monasteri e ricca di chiese che la puntellano da sempre seguendone l’evolversi dal centro storico fino alla periferia, tanto da darle il nome di “Città dei Campanili”, è doveroso per ognuno porre delle riflessioni sulla storia e sulla vita spirituale della cittadina e della loro possibile ricaduta positiva su una quotidianità difficile, cercando di farsi un’idea concreta di questo valore.
La spiritualità può essere definita in diversi modi, in base alle culture, filosofie o religioni, ed anche al periodo storico o al punto di vista con cui ci si approccia alla sua comprensione.
A definirla e a costituirla vari fattori, tra cui il modo di vivere, se dominato o meno dalla materia e dalla materialità, il rapporto consapevole con l’ interiorità e il proprio spirito, l’insieme delle pratiche che riguardano l’idea del divino, o che definiscono un rapporto esistenziale, filosofico e culturale con la natura, con la Madre Terra (da cui derivano diverse filosofie e correnti di pensiero).
E’ ancora spiritualità il rispetto del proprio corpo in armonia con lo spirito, la riflessione o meditazione, la preghiera, il raccogliersi in silenzio per ascoltarsi, per riflettere, comprendere e trovare soluzioni di intesa, superando gli stereotipi primitivi del conflitto. Il dialogo, l’incontro, sia tra le diverse religioni che tra le diverse idee personali, come la costruzione di pace e di armonia tra popoli e individui.
E’ spiritualità la solitudine, il distacco dal mondo, la pacificazione interiore, la mitezza (anche nel rapporto col tempo, che conduce a ritmi e stili di vita più sostenibili), l’ascolto e il rispetto di sè, delle proprie esigenze, anche delle fragilità, così come l’ascolto dell’altro.
E’ spirituale la ricerca del senso del sacro, di rivelazioni, la comprensione di nuove verità che sostiene la crescita personale, il distacco dalle cose del mondo, l’equanimità, l’allontanamento dall’identificazione col ruolo sociale e la liberazione da giudizi, pregiudizi e stereotipi.
Lo sviluppo di un pensiero autonomo, libero da meccanismi istintivi, per agire e non più reagire, disegnando un nuovo modo di vivere, di essere, e quindi una nuova idea di mondo, in un cammino di evoluzione e umanizzazione.
La compassione, il “soffrire con” oggi chiamata empatia, da cui nascono solidarietà, fraternità, condivisione, ascolto e comprensione del prossimo, alla base dell’umanità.
Allora che San Severo si incammini per diventare sempre più “Città dei Campanili”, luogo di spiritualità ed umanità concrete e quotidiane, rendendo pratica popolare questa grande opportunità di sviluppo, per giungere a celebrare attraverso l’amore il meglio dell’uomo.

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