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SAN SEVERO: LA DIPARTITA DI GIOVANNI CANTONI FONDATORE DI ALLEANZA CATTOLICA – IL RICORDO DI DARIO DE LETERIIS

Il 18 gennaio, dopo lunga sofferenza, ha reso la sua bella anima a Dio, GIOVANNI CANTONI,  Fondatore di Alleanza Cattolica, uno dei più grandi pensatori cattolici contemporanei. A Lui – e ad Alleanza Cattolica – devo molto della mia formazione spirituale, culturale ed umana. Fu un incontro provvidenziale, avvenuto all’ università quando avevo  vent’anni. Furono gli anni degli esercizi spirituali di Sant’ Ignazio – metodo dei cinque giorni, roba tosta, non come quelli di altre associazioni cattoliche del tempo- ; dell’ inizio della  devozione al Sacro Cuore di Gesù ed al Cuore Immacolato di Maria; del Rosario -in latino-  meditato; dello studio della Dottrina Sociale e dei documenti del Magistero Pontificio, nella prospettiva della regalità sociale di Nostro Signore; della filosofia della storia; della direzione della Scuola Popolare di Dottrina Sociale Cattolica in università; della conoscenza del pensiero cattolico contro-rivoluzionario (De Maistre, Thibon, Elias de Tejada, Donoso Cortes, Correa de Oliveira, Del Noce, Taparelli d’ Azeglio, Chesterton , Gomez d’ Avila, i pensatori del neotomismo).
E, intanto, crescevi, ti formavi: da un lato, leggendoti l ultima enciclica di San Giovanni Paolo II; dall’ altro,  meditando “come pregare sempre” di Raoul Plus,  o “cristianesimo vissuto” di Pollien. Ti formavi , e formavi gli altri, perché , senza accorgertene magari, eri diventato un buon  “contemplativus in actione”,  giungendo ad essere un punto di riferimento per molti in università e fuori.
Ricordo quando una volta ci disse: “non dovete essere eroi, ma uomini che sanno alzarsi la mattina e sanno farsi il segno della Croce: può bastare per diventare santi”.
Non sono diventato santo, ma quando venne la laurea, la professione, il matrimonio, la famiglia, mi resi conto che, ad ogni mattina , so alzarmi e  “il segno della Croce” , più o meno, so farmelo e posso, come dico sempre, lottare per la” non retrocessione”:  da marito, da padre da avvocato e , soprattutto, da uomo, che sa perché si vive, e sa perché non si muore mai.
Tutto questo, in parte,  lo devo a GIOVANNI CANTONI.
Ciao Gianni, goditi il meritato riposo eterno!
.                       Dario de Letteriis

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