San Severo, la Giunta approva lo schema di convenzione per 2,7 milioni di compensazioni ambientali. Ma il futuro si decide insieme ai cittadini

Un terzo delle risorse destinate alla lotta contro la povertà energetica. L’appello: coinvolgere la comunità nella definizione degli interventi.
La giunta comunale ha di recente approvato lo schema di convenzione con la società San Severo Wind S.r.l., per la definizione e l’attuazione delle misure di compensazione ambientale legate alla realizzazione del nuovo impianto eolico in località “La Penna”, nell’agro sanseverese. Lo schema, per un valore complessivo di circa 2milioni700mila euro, dovrà ora essere sottoposto alla società energetica per la formale sottoscrizione. Infatti, dal punto di vista normativo, al fine di dare attuazione a quanto previsto nell’Autorizzazione unica, è necessario prevedere le misure di mitigazione/compensazione ambientale, nella misura massima prevista dallo specifico decreto ministeriale del 2010 e quantificata appunto in circa 2milioni700mila euro da investire in opere di riequilibrio ambientale e paesaggistico nel territorio comunale, nonché iniziative tese al contrasto della povertà energetica. Queste risorse saranno impiegate nel seguente modo: l’importo pari al 70% dell’indennizzo totale circa 1milione 900 mila euro sarà impiegato per interventi finalizzati a migliorare l’ambiente e il paesaggio del territorio comunale. In sostanza tali interventi mirano a mitigare gli effetti delle trasformazioni antropiche introdotte dall’impianto eolico. Mentre l’importo pari ad 800mila euro sarà utilizzato per finanziare iniziative volte a ridurre la povertà energetica. Queste possono includere attività di studio, sensibilizzazione, supporto tecnico e interventi concreti per aiutare la popolazione a gestire meglio i costi energetici. Quest’ultima appare come una misura che, se ben progettata, potrebbe rappresentare un sostegno importante per molte famiglie sanseveresi in difficoltà nel pagamento delle bollette elettriche. Ma perché queste risorse non restino confinate in atti tecnici e procedimenti interni, secondo esperti e ambientalisti è fondamentale aprire ora una fase di partecipazione pubblica. “Sarebbe auspicabile che l’amministrazione comunale” secondo alcuni esperti del settore “promuovesse una serie d’incontri aperti con i cittadini, le associazioni e i comitati di quartiere, per condividere le priorità, raccogliere proposte e decidere insieme come destinare i fondi”. Secondo molti, inoltre, le iniziative possibili sarebbero molteplici, quali: interventi sul verde urbano, piantumazioni, progetti educativi sul risparmio energetico, iniziative culturali per valorizzare il paesaggio locale e altro ancora. Ma proprio per questo motivo, ai più, appare necessario un confronto pubblico, che trasformi una compensazione tecnica in un’occasione di crescita comunitaria. Lo schema approvato dall’esecutivo prevede la definizione puntuale dei singoli interventi in successivi atti integrativi, il che offre spazio e tempo per avviare un vero processo partecipativo. Un’opportunità che la città non può perdere. Perché la transizione ecologica, se vuole essere davvero equa e sostenibile, ha bisogno non solo d’impianti eolici, ma anche di comunità consapevoli e coinvolte.



