ComunicatiIn evidenzaPrima pagina

San Severo: LA NOSTRA INNEGABILE TRAGEDIA GIOVANILE

di DESIO CRISTALLI

Di esempi ne potremmo ormai fare a bizzeffe! Sono tanti infatti i giovani che lasciano la nostra Città per altri lidi evidentemente più accoglienti, dove possono sperare di diventare…PROFETI (visto che in patria non se ne parla!). Vanno via a raffica e molto spesso ce li ritroviamo, dopo pochi anni, professionisti o imprenditori affermati. Un eclatante caso del genere – quello del giornalista sportivo ANGELO PETRUCCI — lo ritroviamo nella pagina sportiva di questo numero della GAZZETTA. Un anno fa è andato via pieno solo di belle speranze ed oggi è già un professionista affermato e pluripremiato. Ma di questi giovani delusi dalla nostra terra, lo dicono le statistiche anagrafiche, ce ne sono migliaia nell’ultimo decennio. Vanno via per disperazione, provati già dalla vita per la mancanza di autentiche opportunità professionali in ogni campo. Certo chi vuol lavorare a qualunque costo può trovare qualche via d’uscita anche qui ma è pur sempre umiliante e mortificante – e umanamente comprensibile – che un medico, un avvocato, un ingegnere o anche un diplomato a pieni voti debba, dopo tanti anni di studi severi, andare a lavare le scale di un condominio o a distribuire volantini o pizze o…peggio! E tutto ciò avviene mentre la nostra politica d’ogni livello ci obbliga a sostenere spese pazze e inutili o a ingoiare eterni ‘giochetti’ a favore dei soliti noti che…appartengono al bottone! Se a livello nazionale, regionale, provinciale e cittadino la politica si fosse sempre adoperata a dare fondo ad ogni energia per creare lavoro forse non ci ritroveremmo con le carovane di giovani che partono da qui con solo biglietto di andata per migliaia di destinazioni. E’ una colpa che tutti questi giovani hanno il diritto di non perdonare, ritrovandosi sradicati per leggi sbagliate o malafede e/o incapacitàpolitiche dagli affetti più cari, a cominciare da quelli per la propria famiglia e per la terra d’origine. E meno male che il tempo è galantuomo (uno dei pochi rimasti in circolazione!) e spesso ripaga i giovani che emigrano con una vita ricca di soddisfazioni ma oppressi da una nostalgia inguaribile…Ed è propria questa la più grande pena che migliaia di genitori sono costretti a portarsi nel cuore per una vita, ‘recitando’ gioia e serenità coi figli ad ogni rientro a casa per non aumentare nel loro cuore quell’<<amore-odio>>sottile e malcelato per la terra d’origine matrigna che li ha espulsi dal contesto sociale più amato.

 

Altri articoli

Back to top button