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SAN SEVERO – LA PANDEMIA E IL RAPPORTO TRA ARTE ED ECONOMIA

Il periodo di pandemia da Covid ’19 sta facendo venire sempre più fuori il rapporto che c’è tra le attività artistiche e l’economia.
Considerate in antitesi da sempre, culturali e antieconomiche le prime, commerciali e praticone le seconde, si riscoprono in questo momento più che mai facce della stessa medaglia.
Ben faceva allora Andy Wharol, padre della pop art, che sfidando mode e pregiudizi firmava il dollaro americano, nell’intenzione di renderlo un’opera d’arte.
Va ricordato che nel corso della storia determinante è stata l’azione di imperatori, istituzioni religiose e magnati che hanno sostenuto gli artisti commissionando loro opere spesso passate alla storia.
Ma il tempo delle corti e dei re è finito da un pezzo, così gli artigiani dell’arte si ritrovano travolti dalle regole del libero mercato e devono, come tutti, trovare un equilibrio tra il volto monetario della loro vita e quello artistico, che spinge alla purezza e ad una forma di ritrosia verso l’idea commerciale delle cose, sostenendo un purismo che in questa fase si scopre insufficiente a reggere il seppur piccolo mondo dell’arte di provincia.
Si riscopre così insieme alla bellezza dello stare insieme il valore che poteva avere l’essere chiamati a fare una serata musicale anche davanti ad un semplice baretto, piuttosto che in un grande locale o in una piazza, così come l’importanza del partecipare ad una serata letteraria o pittorica, forse sostenuta da imprese private con piccole sponsorizzazioni o allo stesso modo da enti pubblici.
Alcuni esempi per dire che tutto ciò che veniva dato per scontato oggi appare riacquistare valore, rimpiangendo persino i giorni passati a provare e riprovare in cantina, in vista di una eventuale serata, con birra e panino offerti della casa.
Il dollaro firmato da Andy Warhol ritorna allora come monito ed esempio del legame indissolubile che c’è tra arte ed economia, anche a voler ricordare come l’imprenditoria si può arricchire del pensiero artistico, creativo, che fungerà da motore per nuove idee, sia di lancio che di rilancio aziendale.
L’artista, una volta consigliere di corte o di Stato, oggi diventa grafico e pubblicitario, proiettando la propria visione sul mondo commerciale e imprenditoriale, e creando così una bellezza diversa, forse meno nobile di quella puramente culturale ma senz’altro di grande utilità sociale.
Nazario Tartaglione

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