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SAN SEVERO – LA PROVINCIA E LA LENTEZZA NECESSARIA ALLA BELLEZZA

Sin dalla creazione della ruota l’essere umano ha inseguito l’ideale della velocità: la possibilità di spostarsi più velocemente è divenuta nei secoli un obiettivo sempre più ambito, per i vantaggi che si ritiene comporti a livello lavorativo, commerciale, sanitario, amministrativo e relazionale.
Tante scoperte tecnologiche hanno mirato e mirano allo sviluppo di un maggior vantaggio nel rapporto spazio-tempo, tanto da suscitare in alcuni casi interventi sulla struttura delle vecchie linee ferroviarie come sulla morfologia dei territori, fino a provocare dei veri e propri shock sociali, sfociati in proteste pubbliche o nel rifiuto dei moderni stili di vita, per riabbracciare i moti della Madre Terra e della natura.
Va detto che negli ultimi anni la ricerca tecnologica si è indirizzata verso l’Aircar, l’automobile volante, elettrica o a carburante, capace di spostarsi ad alte velocità sia in strada che in cielo, come una neonata navicella terrestre. E’ questo il futuro, si ripete da parte delle ditte produttrici e degli esperti di settore, per cui si potenzieranno ancor di più gli standard degli spostamenti e si imporranno dei cambiamenti radicali nella concezione dell’automobile e degli stili di vita – già in corso test, brevetti e addirittura gare di corsa volanti.
Ma se la velocità sostiene lavoro, produzione, economia, ci siamo chiesti che impatto ha sul mondo e sulla sensibilità di ognuno? Velocizzare tutto se da un lato vuol dire potenziare dall’altro significa bruciare, e non solo carburante, ma bruciare ferocemente energie e tempo, a discapito della lentezza, meno economica ma così necessaria alla contemplazione, al rapporto con la natura e la bellezza, alla spiritualità e in definitiva all’equilibrio naturale del pianeta e delle persone.
Un treno che attraversa a velocità moderata un paesaggio di campagna, come di mare o di montagna, ti permette di ammirarlo, di coglierne le forme, i colori, il carattere, le atmosfere, di nutrirti di quella compassione che il Creato ci regala, con tutte le ripercussioni psicologiche e di umanizzazione che conosciamo – oltre che di benessere psico-fisico dato dal relax.
Un treno che invece sfreccia ad alta o altissima velocità davanti agli stessi paesaggi non ti permetterà di ammirarli, di coglierne i tratti, la figura, i colori, trasfigurando tutto in una fuggente e sfuggente macchia cromatica: senza fascino, mistero, poesia, senza volto; trasformando il viaggio e la sua magia in mero e brutale spostamento.
Questo è solo un esempio dell’impoverimento estetico, di pensiero ed umano a cui l’alta velocità conduce, per non parlare dei danni che uno stile di vita frenetico comporta per la salute di ognuno.
Ecco che la provincia, così lontana dalle sospirate metropoli e vicina alla campagna e a tempi e ritmi moderati, può costituire in questa frenesia, o forse potremmo dire follia, verso una sempre maggiore velocità, una grande opportunità per rimanere ancora in contatto con la lentezza, con la bellezza e in definitiva con sé stessi.
E allora noi che siamo in provincia approfittiamone, facciamo un piccolo esercizio di bellezza: rinunciamo a qualche impegno non strettamente necessario, lasciamo l’automobile e facciamo una passeggiata, magari tra le vie storiche di San Severo, col suo medioevo, il suo barocco, le chiese antiche e le opere d’arte custodite, che da secoli sopravvivono anche in una città difficile come la nostra, a ricordarci che in fondo tutto dipende solo da noi, e che il tempo è vita, non denaro.
Nazario Tartaglione

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