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San Severo: La Sanità Pubblica di EMILIANO – Una domanda al Trio: EMILIANO–LOPALCO-PIAZZOLLA

Un utente il 10 ottobre 2019 fa una visita di controllo periodica all’ospedale di San Severo, il medico gli dice che bisogna ripeterla tra sei mesi.

L’utente visto le lunghe file di attesa si reca al CUP per prenotare, la prima data disponibile è il 4 giugno 2020, cioè dopo otto mesi di attesa, nonostante ciò all’utente prenota per questa data.

Nel frattempo arriva il Covid19 e l’Asl comunica che tutte le visite prenotate sono rinviate a data da destinarsi e che l’utente sarà ricontattato direttamente dalla Asl per fissare una nuova data (che ad oggi non si sa ancora qual è).

Poiché è passato un anno, l’utente non sa cosa fare, gli viene consigliato di farsi fare dal medico di famiglia una richiesta di visita urgente.

Il medico di famiglia fa la richiesta per visita di controllo urgente con codice esenzione 006.

L’utente va al CUP per validare la ricetta e gli viene detto che non può essere validata come urgenza, poiché si tratta di visita di controllo, mentre l’urgenza vale in occasione di prima visita, quindi gli viene consigliato di riandare dal medico e farsi cambiare la ricetta con la dicitura prima visita.

L’utente si reca di nuovo dal medico di famiglia e si fa fare la nuova ricetta con urgenza come prima visita sempre con codice esenzione 006.

L’utente si reca nuovamente al CUP e gli viene detto che essendo una prima visita non è prevista l’esenzione del ticket, ma deve pagare se vuole la visita con urgenza, altrimenti dovrà prenotarsi e la prima data utile è nel 2021.

A questo punto l’utente già stanco di tutto il via vai, paga il ticket e fa questa benedetta visita, dopo tredici mesi dalla richiesta e dietro pagamento.

A questo punto la domanda per il trio in alto è :

  • Questa è la sanità pubblica della Regione Puglia di cui essi si vantano?
  • Se uno è esente per patologia, perché c’è differenza tra visita di controllo e prima visita? (dovrebbe essere illegale, poiché l’ASL ha già fatto visite precedenti per quella patologia all’assistito)
  • Si tratta di una discriminazione o di una scelta per rendere il servizio sanitario sempre più privato?
  • Per non parlare dei disservizi, che non sono solamente di oggi che ci troviamo con la presenza del Virus, ma che certamente si sono aggravati per la cattiva gestione avuta rispetto a quanto si doveva fare per l’epidemia in corso.

I cittadini / utenti hanno la necessità di risposte dal trio in alto, altrimenti qui non si morirà di COVID19, ma di altro, per colpa dell’inefficienza di chi dovrebbe garantire la salute dei cittadini; se non si è in grado di fare ciò potete lasciare e passare la mano.

                                               Michele Annolfi

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