San Severo – La storia del nostro vino: IL ROSSO CHE AFFIORA!

Fino a qualche decennio fa la bandiera rossa ha accompagnato la classe operaia nei cortei, e in occasione delle tante lotte sindacali. Era il simbolo del più grande partito comunista occidentale (PCI), oltre a diventare il colore politico delle classi povere, di quella gente accomunata da una povertà ben sopportata, Anche gli ultimi della scala sociale, condannati all’ignoranza e deprivati dallo sfruttamento, hanno sfilato dietro quella bandiera (AVANTI POPOLO…). Lentamente, però, il feeling con il vessillo rosso fuoco si affievolì, minato anche dall’imborghesimento del proletariato. Andando ancora più indietro nel tempo, viene fuori il ricordo delle tante cantine, disseminate sul nostro territorio urbano (San Severo), che avevano come insegna la bandiera rossa su cui era stampigliato in carattere nero la scritta VINI. A quei tempi, oltre a rivendita di vino, le cantine erano anche luoghi di intrattenimento, dove si gustava il bicchiere di vino seduti sul banco di legno, con la stessa modalità con cui oggi si gusta la tazzina di caffè al bar.
Continuando a guardare quel mondo con i nostri occhi vengono fuori altre emozioni: i rioni con i bassi che scoppiavano di vita; i forni di quartiere dove tutti portavano a cuocere le pagnotte di pane in formato grande e le tante pietanze, che allietavano le tavole delle famiglie. Anche le botteghe di falegnameria, le sellerie, gli stagnini, i sarti, e tanti altri artigiani, facevano parte di quel mondo, ormai definitivamente scomparsi.
Ora è un giovane – Gerardo Fania (classe 1979) , ad issare la bandiera rossa al muro. Egli si è messo sulle tracce di quella antica vita, avendo rinunciato ad inseguire il flusso frenetico della modernità. Si è mosso ponendosi in contrasto con la nostra epoca dell’usa e getta, dove sono in tanti a rimanere insensibili alla calda bellezza degli oggetti che portano le tracce del tempo. Da sempre padrone di se stesso, si è rifiutato di cedere a qualcuno le redini della sua vita. Il grimaldello per entrare nell’arena Gerardo Fania l’ha ricevuto da suo padre (imprenditore agricolo) e, da alcuni anni (2015), si è infilato in quegli spazi lasciati vuoti. Di quelle cantine, in gran parte trasformate frettolosamente in attività commerciali, egli ne ha aperta una, nel centro storico di San Severo. Si trova in via Manzoni, a pochi passi dal Giro Esterno, in corrispondenza del civico n. 12 sulla cui parete sventola in bella mostra la bandiera rossa con la scritta VINO.
Dotato di talento, e dallo spirito grintoso, Gerardo Fania ha fatto le cose per bene: diploma di tecnico industriale all’ I.T.I.S. A. Minuziano, laurea in Viticoltura e Enologia all’Università di Foggia. Poi si è sposato e vive felicemente con Rosa e con il figlio. Mentre si perfezionava, la sua genialità incontrava la fortuna. Si è dato molto da fare anche in campagna piantando la vigna. Col suo lavoro la campagna ha già mutato aspetto: i filari di viti ora fanno siepe, spartendo ordinatamente i campi lunghi e stretti. Precedentemente si era formato lavorando nelle gradi cantine locali, dove ha “assaggiato” gli aromi del VINO, da cui si è fatto sedurre, al punto tale da dover recedere dall’indirizzo tecnico industriale intrapreso in giovane età. Non si è fatto intimorire nemmeno dall’ombra ingombrante dei GIGANTI del vino, dai mille magazzini e dai centri di spesa disseminati nel territorio. Affascinato dalla civiltà contadina, di essa ha raccolto il motto: ”Chi vuole arricchire, basta avvitire”. La sua cantina occupa una porzione di fabbricato con impianto settecentesco rimaneggiato successivamente. Locali voltati, i mattoni messi a nudo, il soppalco, il pavimento di ceramica. Con gli spazi riconvertiti: al piano terra la batteria di recipienti di vino, al piano interrato cataste di bottiglie di spumante in deposito. Con impegno è riuscito a perfezionarsi, ottenendo vini di qualità dalla combinazione di più vitigni. Rosso, bianco, rosato, e le tante bollicine sono il risultato di un lavoro impegnativo e molto apprezzato dalla variegata clientela. Gerardo Fania nutre una certa fiducia nel meccanismo che ha messo in moto, e di cui ha perfezionato tutti gli ingranaggi. Il quadro che questo giovane imprenditore ha appeso alla parete della sua cantina è fatto di toni chiari e delicati, con pennellate di colore ben assestate.
MICHELE DI SCIOSCIO



