LA TEORIA DELLE FINESTRE ROTTE

<<La teoria delle finestre rotte è una teoria criminologica sulla capacità del disordine urbano e del vandalismo di generare criminalità aggiuntiva . La teoria afferma che mantenere e controllare DA PARTE DELLE ISTITUZIONI ambienti urbani TENENDOLI SEMPRE IN ORDINE, reprimendo gli atti vandalici, la deturpazione dei luoghi, la sosta selvaggia,il sacchetto selvaggio, contribuisce a creare un clima di ordine e legalità.
Ad esempio l’esistenza di una finestra rotta in un condominio (da cui il nome della teoria) potrebbe generare fenomeni di emulazione, portando qualcun altro a rompere altri vetri, a sporcare, dando così inizio a una spirale di degrado . AD ESEMPIO SE LA CITTA’ E’ IN DEGRADO AMBIENTALE(erbaccia incolta da mesi, deiezioni di cani,presenza di topi, insetti vari)), potrebbe incoraggiare un menefreghismo da parte di cittadini che -CONSTATATO il fatto che nessuno PULISCE, NESSUNO SANCISCE– ritengono di EMULARE IL CATTIVO ESEMPIO DI CHI LI AMMINISTRA e si giunge a considerare che”tuttto è lecito”. A questo punto LE RESPONSABILITA’ sono di chi deve dare l’esempio per primo: cioè L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE.
Prima della retorica del <<DOVERE CIVICO>> che ogni cittadino deve sentire ,Prima di FARE DELLA SOCIOLOGIA SPICCIOLA sulla omertà e sullo scarso senso civico di una città, occorrono i BUONI ESEMPI ISTITUZIONALI, altrimenti si realizza un vecchio proverbio: IL PESCE QUANDO PUZZA, PUZZA DALLA TESTA>>. Chiaro ?



