San Severo, l’estate che non c’è stata: promesse mancate e città in fuga

Le aspettative c’erano tutte. Quindici mesi fa, con l’insediamento della nuova Amministrazione comunale, molti cittadini avevano immaginato una stagione estiva capace di restituire entusiasmo, attrattività e fiducia. Una programmazione oculata e lungimirante, si pensava, avrebbe potuto trasformarsi in un volano per la città, capace anche di generare quella spinta commerciale che manca da troppo tempo.
La realtà, però, è stata ben diversa. Già tra l’autunno e l’inverno le prime avvisaglie erano arrivate: tra il “non ci sono soldi” e il “questo abbiamo trovato”, i sanseveresi hanno pazientemente atteso un segnale. Ma Natale, nonostante un investimento di oltre 150mila euro, non ha lasciato traccia in termini di attrattività e presenze. Carnevale non ha visto la luce, tra ritardi, incomprensioni e la totale assenza di una programmazione condivisa.
La Festa del Soccorso, evento identitario della città, ha registrato un buon successo di pubblico grazie al lavoro instancabile delle associazioni locali, capaci di mantenere viva la tradizione delle batterie e dei Fujenti. Tuttavia, anche in quel caso è mancata una promozione di respiro nazionale e internazionale che avrebbe potuto valorizzare ulteriormente la manifestazione.
E così, l’estate 2025 – quella che molti immaginavano come l’estate del riscatto – non è mai decollata. Il cartellone ufficiale, presentato a inizio luglio, si è rivelato modesto: 37 eventi, spesso al chiuso, con scarso richiamo e poca capacità di coinvolgere il pubblico. Le strade e il centro storico, cuore pulsante della vita estiva, sono rimasti deserti.
Mentre a San Severo le presenze si contavano a decine – quasi sempre gli stessi affezionati – in altre città dell’Alto Tavoliere come Candela, Torremaggiore, Apricena, Poggio Imperiale, e persino nei piccoli comuni del Gargano e dei Monti Dauni, l’offerta culturale e di intrattenimento attirava centinaia di persone. Un confronto impietoso, soprattutto se si considera che a San Severo sarebbero stati stanziati circa 50mila euro per gli eventi estivi, somme che andranno verificate al netto degli affidamenti e delle relative liquidazioni di spesa.
Le uniche serate realmente partecipate sono state quelle organizzate da associazioni e privati, capaci di mettere in campo risorse proprie: dal successo della Festa del Carmine con Metti una sera che, alla comicità dei Ditelo Voi del 25 luglio, fino al San Severo Beer&Food Festival, che in questi giorni sta registrando il tutto esaurito.
Ma il bilancio finale è amaro: il riscatto non c’è stato. La città è apparsa vuota, desolata, priva di una direzione chiara.
San Severo resta in attesa di quel cambio di passo che da anni viene annunciato e mai realizzato.
I cittadini meritano più di un’estate che non c’è stata: meritano una città viva, capace di credere davvero in sé stessa.



