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SAN SEVERO: lo scrittore Alberto Coco ambienta un romanzo nella nostra Città.

Di Dante Scarlato

Si chiama “Maria che danza sulle antenne di un calabrone” (edito da Porto Seguro) e scritto da Alberto Coco, ed è ambientato tra San Severo e Peschici, tra il Tavoliere e il Gargano degli anni ’80 e ci racconta una Puglia diversa, i cui luoghi suggestivi non erano ancora sbarcati sui social network ma sapevano affascinare per propria genuinità.

Alberto Coco, l’autore, ha voluto trascrivere su carta e nelle pagine i ricordi pieni di nostalgia dei genitori che negli anni Cinquanta hanno lasciato la Puglia per vivere a Milano. È il punto di vista di un figlio di immigrati che nelle pagine del romanzo è rappresentato da Berto, uno dei due protagonisti, che nella dinamica Milano degli anni ’80 vive quotidianamente le tradizioni e le atmosfere pugliesi rappresentate dalla sua famiglia.

Questo libro è un intenso romanzo che non solo tenta una riconnessione tra passato e presente, tra Nord e Sud, ma che vede al centro della trama l’amore in tutte le sue forme: quello del rapporto unico tra una nonna e suo nipote, quello eterno di una madre che ha perso il proprio figlio, quello di un padre per una figlia “diversa”, quello ingenuo e sincero tra due giovani, tra Berto e Maria, con i loro modi così diversi di concepire l’amore.

Il romanzo è ambientato nell’Italia del 1983 e ha inizio a Milano, e narra dello stretto legame tra i due protagonisti, Berto, giovane studente universitario, e Pina, la nonna pugliese che ha lasciato San Severo negli anni del boom economico.

Dopo che è stato diagnosticato un tumore al cervello alla donna, Pina esprime il desiderio di tornare a San Severo per svelare un mistero sulla morte del figlio, avvenuta in Puglia nel ’44, che la attanaglia da allora. Nel lungo viaggio a bordo di una Ford Orion, la donna racconta al nipote la sua dura vita a San Severo, gli anni Quaranta, il fascismo, le lotte socialiste, la difficile condizione dei lavoratori delle campagne, i trabucchi, i rapporti familiari fatti di padri-padroni. Arrivati finalmente in Puglia, i due faranno tappa in una baia nei pressi di Peschici in un luogo ‘magico’ dove ancora sopravvive una spiritualità profonda e un po’ pagana, e dove tutti i pezzi della vita di Pina e di Berto troveranno, finalmente, il proprio posto.

Vista l’emergenza lavorativa che costringe molti giovani di questo territorio ad emigrare al nord (o peggio all’estero) per trovare un’opportunità, l’Italia qui raccontata, uscita dagli anni della crisi petrolifera iniziata nel 1979 e che vede cambiare repentinamente il mondo del lavoro, ci consegna uno spaccato del bel Paese più che mai aderente ad oggi.

Gli attori di questa scena, Berto e Maria, descrivono a pieno il contrasto generazionale esistente in ogni epoca, e l’autore li descrive in maniera lucida e popolare.

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