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San Severo – Miglio: “Un ferragosto amaro per la nostra città.”

Ieri una scena da film sulle strade di San Severo. A poco più di un mese da un altro omicidio.
Sorge il sospetto che qualche dinamica strana, pericolosa vi sia in città.
Tutti si chiedono: e lo Stato dove è? Che fa?
Questa domanda io l’ho posta ieri pomeriggio al Sottosegretario all’Interno, Ivan Scalfarotto, e al Prefetto di Foggia.
Ma la domanda vera ora la rivolgo io ai sanseveresi. Noi chiediamo allo Stato per la nostra città ma noi che possiamo fare per San Severo? Indignarci sui social? Dire che fa schifo e che ce ne dobbiamo andare? Imprecare…. bestemmiare… inveire contro le Istituzioni.
Troppo facile, troppo facile.
Una cittadina ieri mi scrive: Francesco Miglio ci attiviamo? Le rispondo: si attiviamoci. Io da tempo mi sono attivato e sono da oltre un anno sotto scorta.
Ma ora attiviamoci tutti. Tutti.
Chiedo a tutte le associazioni, quelle che giorni fa hanno sottoscritto un documento pubblico ma anche alle altre di esplodere in un moto di partecipazione civica che dia chiara evidenza che noi per la gran parte siamo persone perbene.
Diciamolo questo al mondo intero, diciamolo alle Istituzioni che non ci possono, non ci debbono abbandonare.
Diciamolo in una grande manifestazione cittadina, come fu nel 2017, o tramite altri eventi magari più compatibili con il Covid,ma facciamolo.
Questo dico alle associazioni, ai dirigenti scolastici, ai parroci, al Vescovo, a tutti…. nessuno escluso.
L’Amministrazione comunale c’è, ci sarà sempre.
Intanto, io nel mio ruolo istituzionale mi sono già attivato, ancor prima che la concittadina mi invitasse a farlo.
Credo che lo Stato ora, subito debba dare queste risposte.
Elevare il livello del Commissariato di San Severo e completare gli organici di tutte le forze di polizia.
Va saturato il territorio.
La sera la città è terra di nessuno, in strade centralissime della città, svaligiano appartamenti dopo aver buttato giù il portone con un’autovettura.
Nessuno ha visto niente, nessuno ha capito niente e questi hanno potuto agire indisturbati.
Nel medio termine: una risposta adeguata di giustizia a chi è vittima.
Il Tribunale di Foggia scoppia.
Non regge più il carico di lavoro dell’intera provincia.
Occorre subito almeno un’altra sede di Tribunale: San Severo si candida ad esserlo, ma non è questo il punto importante.
Come possiamo chiedere al cittadino di collaborare se poi la risposta della giustizia arriva dopo molti anni.
Si pentirà mille volte di aver collaborato e magari non lo farà mai più.
Ho scritto qualche mese fa al Ministro Cartabia a cui ho raccontato la mia terra, la mia città.
Nessuno mi ha risposto.
Tutti dicono che la Provincia di Foggia è terra di Quarta Mafia.
Lo dice molto bene anche il dottor Antonio Laronga in un bel libro che invito tutti a leggere.
E come la combattiamo? Con organici ridotti all’osso e un Tribunale che annega tra i fascicoli?
Sono maturi i tempi per la Direzione Distrettuale Antimafia a Foggia, una procura antimafia che persegua non i reati comuni ma quelli tipici delle organizzazioni di stampo mafioso.
Per aver ciò serve la sezione di Corte d’Appello? Bene: va istituita. L’ex Tribunale di Lucera ( oggi in stato di abbandono) ne potrebbe essere la sede.
Per scardinare queste organizzazioni servono i “collaboratori di giustizia”? Serve che dall’interno qualcuno racconti i fatti prima che accadano?
Lo Stato, come in Sicilia negli anni passati, attivi un piano di protezione per i “ pentiti”: se collabori lo Stato ti da’ una nuova identità, una casa in luogo sconosciuto, un vitalizio.
Solo così in Sicilia si è riusciti a dare dei colpi importanti all’organizzazione criminale.
Un’ultima ma non ultima riflessione è per i bambini.
A loro va data la possibilità di coltivare una prospettiva di vita diversa, non possono avere come unico modello o prospettiva di vita il crimine.
La potestà genitoriale va meritata, in caso contrario la di perde.
È ora di preoccuparsi di queste piccole stelle che meritano di brillare come tutte le altre.
Dimenticavo: Buon Ferragosto San Severo, oggi come da tradizione, galluccio ripieno.
Un abbraccio a tutti da Francesco

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