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SAN SEVERO NEL GRUPPO DI CODA!

L’anno prossimo, esattamente il 2 giugno, si celebrerà l’80° anniversario di tre grandi avvenimenti storici accaduti in Italia: il REFERENDUM MONARCHIA-REPUBBLICA, le ELEZIONI DEI RAPPRESENTANTI ALL’ASSEMBLEA COSTITUENTE e il PRIMO VOTO DELLE DONNE. Una data da commemorare e da studiare per come gli italiani l’hanno onorata recandosi in massa alle urne. Avvenimenti da commemorare degnamente anche nella nostra città soprattutto con le scuole, cioè le nuove generazioni. Cosa accadde a San Severo il 2 giugno 1946? Per l’Assemblea Costituente furono eletti non uno ma due candidati: ALLEGATO e RECCA. In quell’anno, in quella giornata, accadde qualcosa di clamoroso e di irripetibile: a San Severo si verificò una percentuale altissima di votanti, un record mai più battuto! Pensate: il 93,43% si recarono alle urne. 22.313 persone (maschi 10.862, donne 11.631) su un totale di 23.887 aventi diritto. Le donne del ‘46 furono le protagoniste dell’altissima affluenza alle urne. Una testimonianza al femminile fu questa: “Le schede che ci arrivavano a casa e ci invitavano a compiere il nostro dovere le rigiravamo tra le mani e ci sembravano più preziose della tessera del pane. Stringevamo le schede come biglietti d’amore. Dopo 80 anni, alle recentissime elezioni della Regione Puglia, vediamo San Severo NEL GRUPPO DI CODA DELL’ASTENSIONISMO. Ha votato solo il 33,40%, si è astenuto il 66,60%. Lo SPETTRO DEL 70% è stato presente sino alla chiusura delle urne. Alle ore 15,00 di lunedì 24 novembre 2025 avevano votato solo 14.567 elettori su 43.614 aventi diritto. Nel gruppo di coda degli astensionisti della Provincia di Foggia ci sono SAN SEVERO, San Paolo di Civitate con il 34 ,72% e poi, in ordine sparso, i Comuni di Castelnuovo della Daunia, Faeto, Cagnano Varano, Volturara Appula, Casalnuovo Monterotaro. Chiude il gruppo Roseto Valfortore con il 13,46%. Dunque, oggi, l’EMERGENZA DEMOCRATICA È L’ASTENSIONISMO che non è solo un problema di numeri, ma un segnale profondo di sfiducia, di disillusione, di distacco dei cittadini dalle istituzioni e dalla politica. DECARO lo ha sottolineato subito con enorme preoccupazione e questo fa di lui un leader che ha salvato la Puglia specialmente quando ha voluto la DISCONTINUITA’ con i suoi predecessori. Altri non hanno voluto riflettere sul fatto che i cittadini hanno sentito il Comune e la Regione lontani anni luce dai loro bisogni. Chiediamoci perché si è creato un baratro tra gli elettori e le Istituzioni. Un’ultima riflessione la lascio ai Lettori come il “curioso” (diciamo così…) atteggiamento della compagine di centro-destra di Palazzo Celestini. Una parte ha sostenuto candidati del centrodestra, un’altra parte ha sostenuto candidati del centro-sinistra. In attesa di conoscere a chi si ispira l’attuale maggioranza prendiamo atto che in questa occasione ha praticato una linea che potremmo definire LA POLITICA DEI DUE FORNI. Tutto normale? Ah, ecco: dimenticavo: IL TRASFORMISMO! Un gioco d’azzardo da tempo praticato nella Istituzione cittadina. UN ALTRO MOTIVO PER SPIEGARSI L’ASTENSIONISMO e così tutti i nodi vengono al pettine…quando c’è!

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