San Severo: Ospedale, “Nefrologia e dialisi restano dove sono”
L’Alto Tavoliere ha bisogno dell’ospedale di San Severo
“Nefrologia e dialisi restano dove sono”: le rassicurazioni del D.G. Piazzolla a Lucio Toma, voce dei dializzati e nefropatici dell’ospedale di San Severo.
L’Alto Tavoliere ha bisogno dell’ospedale di San Severo, senza “se” e senza “ma”, anche perché chi è pagato per pensare deve assumersi in ogni circostanza le proprie responsabilità. Più aumenta il potere decisionale, più aumentano le responsabilità. L’ultima delle questioni è stata sollevata e pare subito rientrata, per quella che stava per diventare una “mitosi” del reparto di nefrologia e dialisi. Lo
spiega nel dettaglio Lucio Toma, voce degli utenti/pazienti dializzati e nefropatici che hanno bisogno della struttura: “Da tempo constatiamo lo smembramento dei reparti ospedalieri a San Severo, da ultimo quello di ortopedia, nel silenzio dell’Asl-Fg e dell’Amministrazione comunale. Intanto si pensa, legittimamente, di creare un reparto Covid multidisciplinare e poi, sperare, con tutto il rispetto che merita un nosocomio di primo livello come in nostro, che anche altri reparti in agonia di personale, dirigenza e strutture possano averne qualche beneficio. Bene. D’accordo, allora. Che sia la volta buona per davvero. Ma i dubbi restano e la verità vacilla ancora sotto gli occhi dell’opinione pubblica, se è vero che solo qualche giorno fa, manco a dirlo, stava per essere smantellato l’ennesimo fiore all’occhiello dell’ospedale dell’Alto Tavoliere, forse l’ultimo baluardo di eccellenza: il reparto di Nefrologia e Dialisi. Tutto ciò per poter allestire il reparto Covid multidisciplinare – ha evidenziato Toma -. Questa decisione, che è principalmente logistica oltre che strutturale, avrebbe eliminato il rapporto di contiguità sacrosanto tra dialisi e nefrologia, che per ovvie ragioni di assistenza continua per i malati cronici, è inscindibile. Forse, forse, chi decide, non conosce le cicatrici e le sofferenze dei pazienti che hanno bisogno, per la loro esistenza, della dialisi e del reparto.
Dopo un primo confronto tra una rappresentanza di dializzati e il dott. Benvenuto, facente funzioni, ed un contatto telefonico con la stessa dott.ssa Costantino, dirigente dell’ospedale, è stato il dott. Piazzola a risolvere definitivamente il problema”. Le considerazioni del professor Toma, portavoce delle istanze dei dializzati, dopo la doverosa premessa e la ricostruzione della storia: “È doveroso ringraziare il dott. Piazzola, il quale si è sentito in dovere di chiamarmi personalmente per comprendere realmente le problematiche logistiche inerenti allo smantellamento della nefrologia e dialisi in favore del neo reparto Covid multidisciplinare, di cui in pratica era ignaro fino a quel momento nei suoi dettagli”. A seguito del confronto pacato e chiarificatore, così continua Toma: “Lo stesso D.G. Piazzola mi confermava che avrebbe provveduto senz’altro a ripristinare la situazione così com’era”.
Può sembrare una parentesi chiusa, almeno per la nefrologia e la dialisi e Toma così conclude: “A nostro avviso, si sta assistendo alla morte annunciata dell’ospedale di San Severo, se non si provvede davvero a un piano di recupero e valorizzazione dei reparti attraverso assunzioni nuove e costanti, bandi e concorsi per il personale medico e specialistico, investimenti strutturali e tecnologici.
E la politica, come un figlio, dovrebbe vegliare il deambulante vecchio ospedale ancora dalle mille risorse e potenzialità, perché ha tanto da offrire essendo un punto di riferimento sanitario, sociale ed economico, per molti cittadini anche del Subappennino e del Gargano, oltre che dell’Alto Tavoliere”.



