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San Severo: “per un attimo il pallone ha lasciato spazio alla parola di Dio e il fischietto alle parole di Don Federico Ferrucci. “

Lo scorso Sabato 18 dicembre, presso la locale Parrocchia San Giuseppe Artigiano, per un attimo il pallone ha lasciato spazio alla parola di Dio e il fischietto alle parole di Don Federico Ferrucci.

I bambini e ragazzi della Ass. Apocalisse, con le loro divise, si sono ritrovati tutti attorno al Cristo ognuno per pregare per le rispettive famiglie e  per la nostra Comunità intera; per coloro che non ci sono più; per chi corre dietro ai propri sogni non avendo la fortuna di tirare calci a un pallone; per chi con lo sport vuole dare un calcio alla miseria e alla violenza; per coloro che prendono la vita a calci non sapendo che la Vita non è un pallone ma un campo su cui disputare le partite che il destino ci ha riservato.

Il pomeriggio di festa è poi proseguito presso i locali dell’Associazione Apocalisse dove i ragazzi e le famiglie hanno potuto condividere panettoni e cioccolato caldo sapientemente preparato dal Presidente.

Per questo pomeriggio inteso e partecipato, un grazie va ai Mister di questa associazione che stanno pazientemente insegnando ai nostri ragazzi qualcosa che va al di là dello sport; un grazie va al Presidente e ai suoi fedeli collaboratori per lo spirito che riescono a trasmettere a questi i ragazzi e alle loro famiglie; un grazie va a noi genitori che abbiamo a cuore in nostri figli e che crediamo ancora che una vita con gli altri, una vita per gli altri e in mezzo altri nei campi di periferia, valga più di un tablet o smartphone.

Chiudo con un passo ripreso dal brano di De Gregori “La leva calcistica della classe ‘68” auspicando ai nostri ragazzi e a tutti i ragazzi di non aver paura di sbagliare un calcio di rigore

Non è mica da questi particolari

Che si giudica un giocatore

Un giocatore lo vedi dal coraggio

Dall’altruismo e dalla fantasia.

ahhh, dimenticavo un grazie va ai protagonisti di questa giornata ai futuri campioni di vita … ai nostri ragazzi che con la loro gioventù, incuranti del freddo o del caldo, trovano la loro felicità correndo dietro ad un pallone, come raccontato pure da Papà Francesco: Un giorno una giornalista chiese a una teologa come si poteva spiegare a un bambino la felicità. Lei rispose: ‘Io non la spiegherei, gli darei un pallone per giocare’». «Questa è la felicità!», ha esclamato a braccio. «Giocare rende felici perché si può esprimere la propria libertà, si gareggia in modo divertente, si vive un tempo nella gratuità semplicemente perché piace: giocare a calcio piace, si rincorre un sogno senza, però, diventare per forza un campione».

Grazie a voi ragazzi che ci permettete ancora di sognare e sperare che in questa città qualcosa a possa cambiare

Buon Natale e felicità a tutti

il papà di un bambino dell’associazione

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