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SAN SEVERO PIEGATA DALLA CRISI. CAPODANNO AL CAPO-LINEA

di Michele Sales ed Elisabetta Ciavarella

Un Capodanno nella stretta.
Un Capodanno al capo-linea.
Le regole parlano chiaro; secondo la circolare del Ministero:
“L’art. 5 dispone che, dal 25 dicembre u.s. e fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica, il consumo di cibi e bevande al chiuso nei servizi di ristorazione, anche quando avviene al banco, è consentito esclusivamente ai soggetti in possesso della certificazione verde rafforzata”.
Per il Capodanno le regole sono precise: mascherina da indossare sempre, divieto di assembramento e soprattutto no ad eventi che possano causare affollamenti. Divieto assoluto di balli e persino di apertura per discoteche e sale da ballo; le norme sulle quali saranno chiamate a vigilare le forze dell’ordine.
Neppure la terza dose è riuscita, in un certo modo, a tamponare una situazione per tratti tanto drammatica, quanto assurda.
Le varie attività, e non solo cittadine, hanno compiuto davvero molti sforzi per poter sopravvivere alle conseguenze nefaste dovute alle restrizioni date dalle norme anticovid, ed ora devono fare i conti con l’ennesima tornata restrittiva.
Premesso che è basilare pensare alla SALVAGUARDIA della SALUTE di tutti, eppure non tutto è andato come sarebbe dovuto andare.
Molte risultano le aziende deluse.
La città di San Severo già piegata dalla crisi, viene a subire un ulteriore danno economico che è grave per chi vive e sopravvive grazie alla propria attività.
“Io sono un organizzatore di eventi, seppur non titolare di un proprio locale. Durante questi anni ho organizzato tantissimi eventi che hanno ottenuto un riscontro considerevole, come il ‘Summerland’ (14 agosto, baia dei Trabucchi, Peschici); varie feste (con anche protagonista la birra) a livello locale; il Capodanno ‘Amicizia’ a Pescara ed eventi con 5000 presenze. Quest’anno dovevo organizzare insieme ad altre persone ed in collaborazione con il Miro’ di San Severo, uno dei Capodanni più belli di questa città, ma…”, dichiara Matteo CROCE, Art Director della movida foggiana e non, con voce interrotta.
“Non si può disporre una chiusura un giorno prima di un evento già programmato! C’è gente che aveva organizzato tutto anzitempo; un evento in discoteca non lo si pianifica di certo in poche ore! Dietro persiste un lavoro di giorni e, soprattutto, il coinvolgimento di diverse figure professionali, per non parlare delle spese da sostenere, da quelle ai fornitori alla Siae, passando per la tipografia e le campagne social”, lamenta Matteo CROCE.
“È evidente che chi prende certe decisioni non sia esperto del settore. Senza contare il clima di terrore che si sta trasmettendo, giudicando dalle tante disdette che, in questi giorni, le sale ricevimenti stanno ricevendo. Questo è un settore già piegato in due, dopo i 18 mesi di chiusura. Chiudere nuovamente ora, in un periodo in cui si può guadagnare di più e far fronte alle spese, è oltremodo dannoso”, dichiara con costernazione il giovane Art Director che non accetta la decisione restrittiva, anche alla luce delle modalità di accesso decise a partire dal 1° febbraio, quando le discoteche potranno riaprire. “Hanno istituito il super green pass ed a questo punto mi chiedo, perché non farlo sin da ora? Posso comprendere le ordinanze sugli assembramenti in strada, ma la discoteca è un luogo sicuro nel quale si effettuano i dovuti controlli ed il tracciamento degli ospiti. A oggi, non ci risultano casi di persone contagiate in discoteca”, conclude CROCE con rabbia ed amarezza.
Da aggiungere che, in una nota stampa, le Associazioni di categoria puntualizzano che i ristori ricevuti non sono stati adeguati alle spese, in quanto un contributo mensile non copre le spese per le utenze e gli affitti dei locali.
Occorre dunque riorganizzarsi compatibilmente alle restrizioni e, molte attività, riescono a destreggiarsi bene con l’asporto, come nel caso dell’Enogastronomia da Alfredo di San Severo che, dopo avere pubblicamente informato i clienti riguardo l’annullamento del cenone “IN A’ Campagne da Alfredo”, ha sottolineato quanto la scelta sia stata molto difficile.
“Data la situazione, ANNULLIAMO L’EVENTO e attendiamo tempi migliori. Teniamo molto alla salute dei nostri clienti e di tutti i membri del nostro staff.
Ecco perché abbiamo deciso che non vogliamo essere gli artefici di assembramenti e pericoli inutili per i festeggiamenti dell’ultimo dell’anno.
Come sempre, faremo la cena di Capodanno da Asporto con un menù dedicato.
Tra le tante incertezze di questo periodo, c’è solo una certezza: con la salute non si scherza”, puntualizza
l’Enogastronomia da Alfredo.
Bisognerebbe aggiungere ancora balere e sale da ballo e tutte le altre numerose attività che non riescono a trovare una soluzione adeguata ed alle quali, giunga tutta la nostra solidarietà.

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