San Severo: RECUPERARE E TUTELARE IL CENTRO STORICO

di GIUSEPPE CLEMENTE
Ho letto l’ultima newsletter da SAN SEVERO di “ANDIAMO”, una rubrica impeccabilmente condotta da MATTEO PETRUZZELLIS, che riportava una intervista all’architetto ANTONIO COCCA, che fa parte del progetto il “MOSAICO DI SAN SEVERO”, dal titolo “Palazzi fantasma e muri scrostati. Come si salva il centro storico?”, ho apprezzato e condiviso le parole di COCCA, che hanno, però, riaperto una vecchia ferita e, alla luce di quanto si sta verificando da molti anni a questa parte, ho ritenuto opportuno ritornare su un argomento che dagli anni sessanta è sempre di attualità per insensate manomissioni: LA TUTELA DEL CENTRO STORICO. Qualche anno fa c’è stato un “Progetto integrato Settoriale Barocco pugliese”, che sembrava dovesse dare una svolta al problema di quella parte del territorio più antica della città. Nulla però è accaduto. Oggi c’è il “Mosaico di San Severo”, un progetto paesaggistico territoriale, gestito da tecnici e studiosi competenti, che da circa dieci anni propone “progetti e azioni di valorizzazione e riqualificazione paesistico-ambientali del territorio”. Mi auguro che possa produrre soddisfacenti risultati. Sarà un lavoro lungo e difficile, in cui è necessario coniugare l’aspetto strettamente urbanistico e architettonico con quello antropico, ossia con la storia e le tradizioni del territorio, altrimenti non si potranno mai prendere giuste decisioni su ciò che si deve fare, perché i luoghi che una volta erano il cuore pulsante della città tornino a popolarsi e a vivere. Il centro storico è “un’isola” che ha avuto una sua storia ed è arrivata sino a noi, carica di anni e, purtroppo, di acciacchi. È un’area che ha determinato le vicende storiche della città e per capirne i gravi problemi invito gli amici del “Mosaico” a girovagare, senza una meta, per le stradine del centro, quasi a voler intraprendere un viaggio nei ricordi. Le splendide architetture barocche, il volto delle chiese e dei monumenti, dei palazzi e dei conventi riporteranno sulla scena del presente uomini e circoli culturali, idee, grandezze e povertà dei secoli passati. È giusto esprimere un giudizio, aprire un dibattito sull’arredo urbano in senso lato, ma non mi sembra corretto per chiunque arrogarsi il diritto di modificare, senza alcun rispetto per la storia, le piazze e le vie della città. In passato sono stati fatti grossi errori e ne cito solo uno, clamoroso: PIAZZA TONDI. Popolarmente conosciuta come PIAZZA S. GIOVANNI, era una delle più belle e antiche di San Severo, in passato teatro di avvenimenti significativi della storia locale, che con la costruzione di inopportuni marciapiedi e di due gigantesche fioriere con le palme (!!!) ha perso tutto il fascino antico e discreto che le conferivano la sua ampiezza e le nobili costruzioni che ne delimitano lo spazio. San Severo sta via via perdendo tradizione e memoria. Mi auguro vivamente che il “Mosaico di San Severo” salvi il salvabile, metta fine alla damnatio memoriae nei confronti della tradizione e della storia della nostra città e che il centro storico torni nuovamente a vivere con il tempestivo recupero delle costruzioni fatiscenti e abbandonate, come quelle mostrate dall’architetto COCCA. Non vorremmo più vedere foto come questa, scattata un martedì di marzo dello scorso anno alle ore 10,30.



