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San Severo: scuole aperte, una risposta alla dispersione scolastica!

Un anno fa sono stato testimone di un fenomeno accaduto nella scuola dove insegno,  il Liceo  “E. Pestalozzi.  Alcuni ragazzi  della fascia di età tra i 14 e i 17 anni  del quartiere San Bernardino  hanno scavalcato  i cancelli della scuola per andare a giocare a calcio negli spazi aperti della scuola,  in una fascia oraria non utilizzata dai nostri alunni ( di pomeriggio ).

  Come  Istituzione scolastica  ci siamo limitati a  far presente ai ragazzi che non potevano fare nessuna attività sportiva, in quanto non autorizzati ad utilizzare quegli spazi all’interno della scuola .  Il paradosso era che quei ragazzi, non potendosi permettere un campo di calcetto e non potendo giocare nelle strade in quanto insicure, avevano scelto l’unico luogo  possibile sicuro:  gli spazi della scuola.

Le scuole costituiscono a tutt’oggi  un luogo centrale di opportunità che agisce sul piano educativo, formativo, sociale , culturale ed aggregativo, dove i ragazzi possono trovare le basi del loro complessivo benessere e percorso di crescita .

Un’ azione forte di contrasto alla dispersione scolastica non può che coinvolgere appieno il ruolo fondamentale che hanno le scuole  nei processi educativi e formativi. Occorre solo dare alle scuole, insieme alle famiglie, ai servizi sociali e alle associazioni, gli strumenti opportuni per operare ed affrontare una problematica che inserita nei canali giusti costruisce le premesse per un tessuto sociale intriso di valori utili a formare il cittadino del futuro.

L’insieme delle scuole primarie e delle scuole secondarie di primo grado  riesce a coprire , in buona parte , l’intero territorio  della comunità sanseverese. Ogni scuola si interfaccia con uno o più quartieri  e può diventare luogo di incontro per attività extracurricolari. Le scuole, se opportunamente valorizzate, possono diventare luoghi aggregativi per attività di educazione ambientale, ludiche, per attività di carattere laboratoriale, per uscite sul territorio e per attività sportive. Una scuola aperta che sappia  integrarsi  appieno con il territorio è  fondamentale per rendere sano il tessuto sociale nel prossimo avvenire.

 Il tutto deve coinvolgere i dirigenti delle varie scuole , l’Ufficio scolastico provinciale e l’Amministrazione comunale, oltre al personale della scuola e alle associazioni educative del terzo settore.

C’è necessità di una scuola che rimanga aperta per i ragazzi del territorio non solo nei mesi estivi, una scuola che sia un punto di riferimento anche nelle ore extrascolastiche durante tutti giorni dell’anno.

                                                                                       Antonio Giuseppe Bubba

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